Durante le ferie di Agosto fare un giro in moto di quelli seri è quasi un obbligo.
Allora si parte alle 7.30 da Olginate per conquistare il maggior numero di passi alpini: prima vittima…l’Aprica.
Passo minore, di riscaldamento; sembra quasi una Milano alpina in questo periodo. Molto casino, benzinai, bar, giochi per bambini…cerco di superarla il prima possibile perché qui la mia moto va su di temperatura troppo velocemente.
E’ il momento di far le cose serie…Gavia da Ponte Legno. Questo è un passo con i contro coglioni…alto, impegnativo, panoramico spettacolare, selvaggio come solo i migliori sanno esserlo. Lo attacco alle 10 di mattina per evitare automobili, camper, autoarticolati e incapaci…in poco tempo sono in cima senza nessun intoppo, ma inizio a sentire dietro di me i primi clacson a valle.
Si scende a Bormio per la sosta di pranzo…alle 11.30 si mangia e poi si dorme. Alle 13 mi sveglio dopo aver riavviato il cervello (ma forse non fino in fondo) infatti invece di far benzina seleziono il diesel…20 euro buttati !!!
Faccio la benzina giusta, è si riparte e alle 13.30 attacco lo Stelvio…ovviamente non c’è nessuno che son tutti a mangiare (I know my italian chicken).
Arrivo allo Stelvio che sembra un suk pieno di bancarelle, wurstel, birre, casino; una foto un adesivo e scappo per la prossima tappa…il mitico Umbrail !!!
Sembra il fratello sfigato di una superstar, ma almeno lì non c’è nessuno e si riesce a parcheggiare la moto anche di traverso. Siamo fuori dalle rotte italians e infatti da adesso non troverò più nessuna targa tricolore, ma solo Krukki per 250 km…il che ha anche qualche simpatico vantaggio.
Umbrail fatto e si scende verso la Val Monastero…troppo Svizzera per essere vera. Ti sembra di guidare in mezzo ad una cartolina di Heidi, i campanili, le campane, i prati…tutto svizzerissimo. Conquistiamo anche il Fuorn e poi ci godiamo una delle più belle conifere delle Alpi, la biosfera della Val Mustair: avrò visto tanti di quei pini che mi sento parte della natura…incontaminato.
Si arriva a Zernez e adesso ? La facciamo breve verso San Moritz o la facciamo mitica ? Ovviamente si va per la mitica e via verso il Fluela. Questi passi sono molto interni alla Svizzera e anche io li faccio di rado, ma è sempre un emozione ritornare dove ho mosso le mie prime battute di passi alpini. Fluela è lontano…in tutti i sensi. Si arriva in un passo non proprio bellissimo, ma sei a Davos e qui l’Italia è far far away.
Mi aggiro per Davos guardandomi attorno con curiosità per assorbire questa Kruccosità il più possibile, mi sento fortunato a poter vedere tutto questo in poco meno di una giornata.
Il pomeriggio procede velocemente e anche io devo un po spicciarmi, sarà proprio il caso.
Mi manca l’ultima conquista…l’Albula.
Passo svizzero come pochi, direi il più svizzero che abbia fatto, mucche, paesaggi, laghi, ferrovie…spettacolare.
Arrivo in cima alle 18 e vorrei fermarmi di più, ma la cena sarà presto in tavola e non vorrei si freddasse.
La Svizzera è come te l’aspetti…ordinata, panoramica, asfaltata bene…a volte troppo caratteristica per sembrare vera.
Maloja, Chiavenna, Lago e alle 20.30 sono a casa. 500 km in 12 ore circa, curve, paesaggi, panorami, moto…vita.







