Un bel giro sulle Alpi Orobiche è quello che ci vuole quando si vogliono fare un po di curve come si deve dietro casa e allora alle 7.00 di mattina tutti pronti che si parte !


Prima tappa la “Forra di Tremosine” spettacolare strada incastonata nella roccia a picco sul Lago di Garda, molto caratteristica interessante anche se un po cortina viste e aspettative.


Dalla Forra andiamo al Lago di Ledro poi Lago d’Idro e di lì al Passo Maniva, prima vetta della giornata; la strada è molto brutta e stretta e a dir la verità anche il passo lascia molto a desiderare, ne ho visti tanti e questo non impressiona proprio per niente.
Fortunatamente dal Maniva si riesce ad andare al CroceDomini e la musica cambia radicalmente, sembra di essere chissà dove in un paesaggio quasi scozzese o irlandese.
Qui le nuvole corrono velocemente sulle montagne e non si capisce mai dove la strada si dirige, ma la possibilità di fare dello sterrato facile è troppo ghiotta; il percorso è molto panoramico e intrigante e mi tengo in mente di portarci anche gli altri transalpini folli una volta o l’altra.


Si ridiscende in Val Camonica e al bivio decidiamo di andare a fare il Passo Croce di Salven invece del più avventuroso Vivione perché iniziamo a essere un po stanchi e non è il caso di andarci a infilare in passi troppo impegnativi; il Croce di Salven è ben guidabile, sconosciuto, ma da provare qualche volta per cambiare dai soliti percorsi battuti.
Arriviamo alla Presolana dove apriamo un po il gas in uno dei più scorrevoli passi orobici per trovarci al famoso salto degli sposi e concederci una piccola passeggiata per sgranchire le gambe che iniziano ad accusare le centinaia di chilometri della giornata.

Il ritorno finale prevede ancora Clusone, Ponte Nossa, il Passo di Zambla, Zogno, Almeno e finalmente casa dove arriviamo per le 20 circa.
Tutto bello, tutto divertente, tutto inaspettato appena dietro casa, ma la voglia di esplorare ancora quello che abbiamo attorno è solo rimandata, purtroppo l’indomani bisogna andare in ufficio


