La panchina di Claudio


Da anni percorro in lungo e in largo il Lago Di Como con la moto alla ricerca di scorci e novità sempre diverse…quando pensi di aver visto tutto …ecco che ti si apre una nuova realtà !!!
Stamattina non riuscivo proprio a stare a casa, certo faceva freddo e il sole non era ancora sorto, ma prima o poi sarebbe sorto, mi sono detto !


Si parte allora per fare la costa orientale del Lago, da Lecco a Dervio per intenderci; alla mattina presto è tutto buio, ma ora dopo ora i colori rinascono, il ghiaccio se ne va e tutto diventa blu intenso come per magia.



Appena scorgo un po di luce, mi fermo subito, tiro fuori la macchina fotografica…un click e via al posto seguente.


Il freddo è tutto sommato sopportabile, sul Lago c’è un clima più mite che in pianura; quello che cambia veramente è che sul Lago non c’è la nebbia e i colori sono vivi e chiari…fa una bella differenza !!!


Le tappe dove mi sono fermato sono Lierna, Dervio, Varenna e Fiumelatte.

Ogni posto mi regala una visione diversa, il sole illumina le acque in modo speciale e mi ritengo fortunato a poter vedere e fotografare tutte queste cose.


La panchina di Claudio del titolo ? Ahh, è il punto da cui ho fatto questa foto finale ed è una panchina sopra Varenna dove sostava a guardare il Lago un certo Sig.Claudio che, ispirato da questa bellezza, componeva poesie romantiche dedicate alla sua amata…il suo cuore era di certo sensibile e innamorato…ma la natura, a cui qui “è scappata un po’ la mano” credo abbia dato un certo contributo !!!

 


Una domenica da Transalpista folle

Finalmente è domenica, si può rimanere sotto il piumone a dormicchiare, svegliarsi tardi, fare colazione con calma e magari un giretto in edicola e due chiacchiere con gli amici incontrati in centro……NOOOOOO !!!!!!

Se sei un Transalpista Folle, in pieno inverno ci si sveglia alle 6.30, veloce colazione e alle 8.00 sei già pronto per partire per catturare l’alba e un mondo che solo tu puoi assaporare e goderti in santa pace e allora…...si parte !!!

Appena il sole fa capolino nelle oscure lande gelate mi dirigo in cima al Monte Barro, da cui è possibile godere un panorama speciale sopra i laghi prealpini, stranamente non incontro anima viva e ciò mi permette di soffermarmi con il mio Unicorno a guardare un mondo che (a quell’ora) è tutto mio.

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La prima tappa è fatta, ma ho ancora tanto da viaggiare, non prima però di aver fatto un po di benza al fido destriero: non ho ancora capito quanto fa con un pieno e non vorrei scoprirlo oggi.

La seconda tappa è la Colma di Sormano, un posto che amo molto perché ti sembra di essere quasi a Yellowstone anche se di fatto sei dietro al Lago di Como, la foresta che porta al passo è tutta mia e si vedono i cucuzzoli delle montagne illuminate, su in alto all’Osservatorio sembra davvero di stare chissà dove, ma la mia strada è ancora lunga.

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Terza tappa al Ghisallo, sono arrivato un po tardi e c’è già qualcuno al passo mentre avrei voluto arrivarci da solo, vabbè con tutta questa “mondanità” posso anche concedermi un caffè e una fetta di torta. Effettivamente non fa proprio caldissimo, ma l’inverno è bello proprio per quello, ha una atmosfera che non trovi in nessun’altra parte dell’anno, che mi affascina e conquista.

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Come tutte le favole anche questa volge al termine e mi tocca tornare a casa (nel frattempo qualcuno si sarà svegliato chiedendosi dove diavolo sia finito); decido allora di concedermi una delle più belle strade della Lombardia: la Lecco/Bellagio.

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L’avventura di oggi è stata stupenda, fortunatamente so bene che non sarà l’ultima !

El laghéé de Sant’Ambroeus

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Il giorno di Sant’Ambrogio bisognava per forza andare a fare un giro in moto, la giornata prometteva infatti troppo bene, il cielo blu ed il sole tiepidino sul Lago di Como garantivano paesaggi spettacolari, tranquillità e il giusto mix di turismo, moto e divertimento.

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Tappe di oggi: Bellagio, Nesso e Como.

Bellagio in questo periodo garantisce una tranquillità sconosciuta in altri momenti dell’anno; la si può girare tranquillamente e arrivare fino a punta spartivento che in altri momenti dell’anno è assolutamente off-limits se non siete residenti in paese.

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Nesso invece è un piccolo paesino sulla riva comasca del lago di Como che nasconde un segreto ben custodito, anzi 3 !!!: l’orrido, la cascata e il ponte in sasso a schiena d’asino. Vale la pena scendere tutto il paese per una ripida e infinita scala  e arrivare fino al lago dove potete trovare queste tre meraviglie. Si racconta che qui si celasse il celeberrimo e fantomatico castello del pirata Medeghino che da qui partiva per le sue scorribande per razziare tutti i paesi sul lago.

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L’ultima tappa è invece Como, amata e odiata dal sottoscritto in egual misura; casa dei cuginastri del Lago, devo ammettere che è sempre regale e splendida quanto incasinata e impossibile da girare in moto.

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Abbiamo portato a casa il cosiddetto “Laghetto“, fatto fare un po di chilometri all’Unicorno e adesso posso godermi una bella doccia calda e una bella cenetta ristoratrice in attesa di ritrovarmi tra qualche settimana insieme ai compari dei Transalpisti folli per festeggiare il Natale.

Luci accese, casco allacciato e…..folli SEMPRE !!!

Il Risveglio dell’Unicorno

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E finalmente è arrivato il giorno in cui ho potuto guidare l’Unicorno !!!

Sentire battere finalmente il Suo cuore, ascoltare il galoppare fiero sulla strada e percepire l’entusiasmo di tornare a solcare il vento è semplicemente inebriante.

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L’Unicorno è tornato e oggi ne abbiamo festeggiato il ritorno tutti assieme a Varenna davanti a torte invitanti e raccontandoci esperienze di guida e avventure in moto, ognuno ha la sua bellissima cavalcatura: si va dalla fuoristradistica “StambeKKo 600” alla nobile “Brezza Blu” alla elaboratissima “Manta Nera”, sono rimasto ipnotizzato a guardarle, così diverse, così uniche, così simbolo del loro cavaliere.

img_9509Al bar era un chiacchierare di persone divertentissime, bel feeling, ci si è trovati subito a chiacchierare tutti assieme con facilità come se ci conoscessimo da sempre.

Questo gruppo mi piace sempre di più, perché c’è una magia particolare ad ogni incontro, ……sarà mica colpa del mio nuovo destriero ?

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Come si cattura un Unicorno

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Nel panorama delle Transalp di tutte le epoche, un posto particolare è occupato dalla Honda Transalp 600 del 1999 nella Versione “Anniversary“, anche detta l'”Unicorno“. Le sue particolarità sono dovute a diversi fattori: in primis un limitato numero di esemplari, una livrea che ricorda le colorazioni dei primissimi Transalp, gli  scudetti sulle carene, i cerchi dorati ed infine le chiavi personalizzate.

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Nel tempo questo modello è diventato introvabile e i possessori lo custodiscono gelosamente in attesa che arrivi il cosiddetto “Twentycorno” cioè il compimento del ventennale che renderà ancora più prezioso e speciale il modello che diventerà storico.

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Fatte queste premesse potrete capire che valore possa avere per un vero appassionato di Transalp la conquista di un Unicorno, magari anche non tenuto bene o da rimettere a posto.

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La ricerca del magico esemplare è iniziata circa 3 anni fa, ne avevo sentito parlare nelle discussioni da bar, sui blog o nei commenti dei social network, ma non ne avevo mai visto una dal vivo…solo sentito parlare, come le vere leggende.

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Nei moto-market non vi era traccia di questo modello, nessuno lo vendeva e sembrava impossibile acquistarlo. Un giorno mi sono imbattuto in un sedicente venditore che mi ha propinato foto su foto della moto che voleva vendermi, ma era una truffa e di moto neanche l’ombra, altre volte mi sono incontrato con alcuni possessori, ma non era scattata la scintilla giusta.

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Un altra volta su un passo alpino mi è parso di incrociarne una nel verso opposto, mi sono subito fermato, suonato il clacson,  ho girato la moto per rincorrerla, ma sembrava svanita nel nulla come se fosse stato un miraggio.

Tutte le volte che vedevo un po di moto parcheggiate, fuori dai bar o in cima alle montagne cercavo sempre un Unicorno tra le molte moto parcheggiate, ma dei lei nessuna traccia e ho iniziato a pensare che non ci fossero più e non l’avrei mai vista.

Questa estate ho conosciuto Alessandro che ne aveva una, ci siamo visti, ho passato mezz’ora a girare attorno alla sua moto e a far foto, ho fatto domande, pregandolo di vendermela, ma niente da fare…e a ragione !!!

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Ma quando ormai avevo messo via l’idea ecco che accade l’imprevisto….

Un giorno di ottobre, girando nei vari moto-market in rete mi imbatto in un annuncio di un Unicorno, le foto sembrano troppo belle, tutto troppo perfetto, dove sta la fregatura ? Contatto il venditore che risponde in modo puntuale e cortese e dopo aver cercato in tutta la penisola la moto dei miei sogni, vengo a scoprire che si trova dietro casa mia ?!?

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Con Alessandro, nel frattempo diventato il mio personal trainer, ne parliamo spesso, commentiamo pro e contro della decisione anche perché io ho già Esmeralda (una Transalp del 2001), ma l’attrazione è forte, magnetica, quasi un destino e allora provo a verificarne la fattibilità.

Prendiamo contatti per un incontro e un venerdì di novembre sono davanti all’Unicorno.

La moto è bellissima, uscita direttamente dai più sfrenati desideri; sembra non aver un difetto, è stata accudita per anni fino ad adesso e ho un po le vertigini a chiudere l’affare, non starò sbagliando a catturare questa leggenda ? Non starò esaudendo un qualcosa che deve restare un desiderio ? Onestamente non lo so, non so neanche se sono all’altezza di cavalcare  un simile mito, ma di sicuro ne sono già perdutamente innamorato senza neanche averci percorso un metro e non vedo l’ora di andare insieme a cavalcare nel sole.

L’appuntamento so che arriverà presto, ci saranno foto e celebrazioni per il risveglio dell’Unicorno, del mio Unicorno !!!

Il 3 dicembre si terrà una piccola celebrazione chiamata “il risveglio dell’Unicorno” nel quale andremo da Lecco a Varenna per un breve giro pomeridiano: ritrovo ore 14.00 Lungolago di Lecco, caffè a Varenna, foto di rito e ritorno per le 17.00, vi aspetto !!!

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WTM… un successo inaspettato !!!

falson Il primo World Transalp Meeting è stato davvero un successo inaspettato; più di 30 Transalp di tutte le annate si sono radunate sul Lago di Como per un giro alla scoperta degli angoli più nascosti e più belli del Lario.

La carovana è partita da Lecco per dirigersi prima in Valsassina, poi sulla balconata panoramica del Passo Agueglio; dopo una breve sosta a Varenna siamo ripartiti alla volta della Baita dei Vikingo dove abbiamo pranzato tutti in compagnia.

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Dopo vini, pizzoccheri e brasato siamo ripartiti per Como dove nel tardo pomeriggio ci siamo salutati per ritornare alle rispettive dimore.

Il successo di questa manifestazione lo si è visto dai sorrisi e dalle opinioni raccolte dai partecipanti che hanno anche donato 210 euro per aiutare i terremotati delle Marche e i bambini di Soccorso Clown.

Il seme è stato gettato, germoglierà nella buona terra.