A caccia di una Leggenda

Essere sempre alla caccia della moto più particolare vuol anche dire sciropparsi 500km per vedere e provare quello che hai tanto desiderato.

Dopo la caccia all’Unicorno, oggi mi sono dedicato all’altra grande Leggenda del mondo delle Transalp ovvero la prima in assoluto, la 600V del 1987,  il”Celacanto“.

30 anni son passati, Bono e gli U2 uscivano con l’album the “Josua Tree” e il mondo della moto veniva rivoluzionato con l’arrivo della prima “Transalp“.

Mi ricordo da piccolo questa motona grigia che sapeva tanto di sabbia del deserto, avventura e Africa, che apriva prospettive di viaggi infiniti e partenze per non so dove.

Certo ha 30 anni, ma il fascino e il carisma sono immutati e fare i passi con questa è tutta un’altra cosa rispetto alle moto odierne, trionfo di tecnica ed elettronica, ma forse un po’  asettiche per chi come noi ama l’avventura vera e non quella patinata da catalogo.

Sighignola plus

Un bel sabato pomeriggio di sole può diventare l’occasione di un bel giro alla scoperta delle zone un po’ più nascoste del Lago di Como e allora ci si trova alle 15 sul lungolago per partire alla scoperta della Val d’Intelvi subito dietro regno e Menaggio.

Siamo saliti fino alla Sighignola dove, nelle giornate giuste, si riesce sempre a godere di splendidi panorami che spaziano dal Lago di Lugano fino alle Alpi sullo sfondo.

Rientro attraverso la val d’Intelvi, Porlezza, Menaggio e traghetto per Varenna prima di qualche foto scenica nel nostro posto segreto per i photoshooting.

Bel pomeriggio insieme ad altri transalpini folli in attesa di poter salire su in alto dove stanno per aprire i passi alpini e dove non vediamo l’ora di volare al più presto.

A volte basta poco

Quando ti sorprende un weekend di pioggia e non puoi andare da nessuna parte, ti assale una depressione motociclistica difficile da scacciare. Tutto sembra brutto, fonte di nervosismo e litigio finchè ad un tratto un raggio di sole è capace di sparigliare le carte in tavola…e allora corri a casa, ti cambi al volo e via…più in alto che si puó !!! Ritorni felice, tutto torna radioso e rifletti su quanto sei stato stupido ad arrabbiarti per qualche goccia di pioggia. La moto è così…basta poco e ritorna il sorriso.

Mottarone/Lago d’Orta

E così una mattina si decide di andare a visitare qualche altro lago attorno a noi per vedere se è proprio vero che sono tutti uguali.

Partenza da casa alle 8.15 e alle 9.30 siamo a Sesto Calende con l’idea di andare a vedere la nostra statua della libertà…il S.Carlone di Arona….ma non lo abbiamo trovato !!!

Poco male, si prosegue fino ad arrivare a Stresa e, dopo una sosta per riscaldarci e rifocillarci un attimo…si parte !!! direzione Mottarone.

Salire al Mottarone costa Euro 5,50, ma ne vale assolutamente la pena, molto divertente, strade abbastanza belle, traffico zero e si arriva in un punto molto panoramico da cui puoi vedere tutti i laghi attorno. Oggi abbastanza freddo e coperto, tanto che in cima abbiamo trovato ancora neve caduta negli scorsi giorni, ma quando e se ci ritorneremo speriamo di trovare una bella giornata limpida per spaziare lo sguardo a 360 gradi.

Dopo questa breve e panoramica sosta scendiamo a Orta S. Giulio sull’omonimo lago. Domenica è frequentatissima e sembra un po un incrocio tra Bellagio, Portofino e la Madonna di Caravaggio, magari merita una ripassata in settimana, ma carinissima e da vedere.

Il ritorno è in autostrada e abbastanza velocemente di torna a casa, per oggi altri 300k li abbiamo fatti.

Triplete !!!

Quando sei un Transalpista folle e programmi tutto bene per andare a conquistare le Alpi, stai molto attento a tutto il materiale termico, al safety pack, alle manopole termiche al capolino protettivo e poi…..lasci a casa tutto !!!

Ieri mattina infatti sono stato un po male di stomaco e ho preferito dare forfait perché avevo nausea e forte mal di testa. Sono pertanto tornato a casa a dormire e a curarmi un pochino.

Verso le 14.30 mi sono svegliato e, sentendomi meglio  ho deciso di prendere l’Unicorno che aveva bisogno una sveglia batteria. Sono passato a cercare altri Transalpisti folli ma ieri erano tutti occupati pertanto mi son detto”..è tardi vado fino a Mandello e poi torno indietro…” poi “vado fino a Dervio…poi a Colico…poi a Chiavenna…poi alle Cascate dell’Acquafraggia…poi al Maloja…poi allo Julier…poi al Bernina !!!

Più andavo avanti e più il tempo migliorava e più mi divertivo anche se alla fine mi sono ritrovato alle 19.15 a Tirano con ancora 1 ora e mezza da fare prima di tornare a casa.

Fino al Maloja il tempo è stato un po nuvoloso, poi fortunatamente si è aperto regalandomi una giornata stupenda e solitaria, solo sul Bernina si è rannuvolato di nuovo e sono sceso un po a senso visto che il concetto di strada era abbastanza relativo.

Altri 3 passi conquistati… sotto ai prossimi !!!, sperando di prendere la moto che avevo preparato e non quella per fare il girettino !!!

San Marco conquistato !!!

Prima di Pasqua bisogna sicuramente fare qualcosa di folle per celebrare degnamente questa ricorrenza e allora perchè non andare a fare un vero e proprio passo alpino a 2000mt ?

Allora partiamo con un occhio a cielo verso la Val Brembana ma a San Pellegrino si aprono le cateratte e ci sorprende un temporale violento quanto inaspettato. La scelta adesso è ardua: continuare o tornare ? Ma si sa…la fortuna aiuta gli audaci e allora proviamo a conquistare la prima vetta della stagione. Saliamo in solitaria, il bosco profuma di primavera, le nuvole nascondono i panorami ma alla fine arriviamo in cima.

Sembra di aver conquistato il cielo, è tutto nostro, tutto silenzioso, tutto perfetto, ma…c’è un bimbo motociclista nella neve che corre come un pazzo di quà e di là…è il nostro Sergio che gioca nella neve e adesso ha bisogno qualcuno che gli tolga la moto dal cumulo in cui si è infilato.


Buona Pasqua…noi siamo già a posto !!!

La Scala Santa

Alla mattina quando sono sommerso dagli impegni, sogno sempre di poter scappare via verso le curve e i tornanti di montagna dove trovo la mia dimensione… lontano da tutto e da tutti; allora capita che nello svincolo tra doveri e libertà, svolto verso quest’ultima e mi ritaglio una boccata d’ossigeno laddove il cielo è più blu.

Oggi sono andato a fare la Scala Santa che altro non sarebbe che una serie di tornanti uno in fila all’altro sopra Lecco, sono l’ideale per prendere confidenza con la guida in montagna e l’utilizzo della moto su fondi sconnessi, stretti e tipici delle Prealpi.

In un attimo sei fuori da tutto, in mezzo alla natura più selvaggi e pura e capita a volte di incrociare volpi e camosci incuriositi dalla presenza di qualche essere umano.

Respiri profondi, scatti panoramici e magia attorno a me, ma il dovere chiama e me ne ritorno tra banche e supermercati di un tipico sabato di commissioni, ma il mio Unicorno mi ha portato per qualche momento in una dimensione tutta nostra dove non esistiamo che io e lei e il mondo scompare

Di valle in valle

Ieri pomeriggio è capitato così che su iniziativa di Alessandro Roma ci siamo trovati a Lecco per una birretta; una volta arrivati tutti ci sembrava così un peccato rimanere fermi che siamo subito partiti per andare in Valsassina.

In poco tempo eravamo già alla Culmine di S.Pietro per una breve sosta al Rifugio, ma le nuvole incipienti e un’arietta un po sospetta consigliavano di muoversi per scendere in Val Taleggio.

Strade strette e dirimpettai poco educati ci costringevano a un po di attesa, ma ben presto ci siamo ricompattati per attraversare le suggestive Gole di Enna e giungere in Val Brembana.

Qualcuno ci lasciava per correre a Milano, ma la carovana ripartiva per rimirare di nuovo gli anfratti rocciosi del canyon dell’Enna e per risalire altre valli; siamo pertanto arrivati a Berbenno, poi in Val Imagna che abbiamo velocemente attraversato per arrivare alle mitiche antenne della Val Cava in un susseguirsi di curve a destra e sinistra per allenare per bene la nostra guida.

Arrivati alle antenne abbiamo fatto qualche foto a tutti i mezzi presenti, ma faceva ormai freddo ed era ora di tornare a casa per cena.

Bello tutto, ma come dice qualcuno…la prossima uscita sarà di sicuro più bella !!!

Vai sereno con San Sereno

Il Giro del Lago di Como è stato davvero uno spettacolo perchè grazie al tempo, all’inizio un po’  incerto, eravamo padroni delle strade e tutti i luoghi erano nostri.
Siamo partiti da Lecco alle 9.30 e ci siamo diretti verso Bellagio con una piccola sosta alla Madonna del Moletto, gioiellino sconosciuto del triangolo lariano.

Da Bellagio alla Colma abbiamo fatto un po’ di curve e c’è chi non ha resistito ad aprire il gas per godersi appieno le curve di Nico Cereghini. La Colma ce l’hanno raccontata perchè non l’ha vista nessuno, ma fortunatamente è stata l’ultima volta che abbiamo visto nuvole minacciose perchè il tempo migliorando ci ha regalato scenari unici.

Sosta pranzo a Como e si riparte: più si viaggia e meglio si sta, tanto che inizia quasi a fare caldo. Brevi soste per le foto fino a Colico per la visita del Forte Montecchio Nord che ci regala un tuffo nel passato e panorami mozzafiato.
Prima di tornare c’è un ultima sorpresa per i miei ospiti che spero abbiano apprezzato le bellezze lariane e con il cui contributo provvederemo a finanziare le attività di Soccorso Clown.


Un grazie e d’obbligo a S.Sereno che ci ha regalato una domenica indimenticabile !!!

E tu ci sarai all’apertura della stagione ?

Tutto pronto per domenica 26 marzo quando a Lecco si ritroveranno tutti i Transalp per il Giro del Lago di Como, prima uscita ufficiale della stagione.

Stupendi panorami, curve deliziose alla scoperta del “più bel lago del mondo” …ne vuoi sapere di più ? Qui puoi trovare tutte le informazioni, cosa aspetti allora ?

Tutti a Lecco e si parte !!!