Come si cattura un Unicorno

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Nel panorama delle Transalp di tutte le epoche, un posto particolare è occupato dalla Honda Transalp 600 del 1999 nella Versione “Anniversary“, anche detta l'”Unicorno“. Le sue particolarità sono dovute a diversi fattori: in primis un limitato numero di esemplari, una livrea che ricorda le colorazioni dei primissimi Transalp, gli  scudetti sulle carene, i cerchi dorati ed infine le chiavi personalizzate.

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Nel tempo questo modello è diventato introvabile e i possessori lo custodiscono gelosamente in attesa che arrivi il cosiddetto “Twentycorno” cioè il compimento del ventennale che renderà ancora più prezioso e speciale il modello che diventerà storico.

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Fatte queste premesse potrete capire che valore possa avere per un vero appassionato di Transalp la conquista di un Unicorno, magari anche non tenuto bene o da rimettere a posto.

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La ricerca del magico esemplare è iniziata circa 3 anni fa, ne avevo sentito parlare nelle discussioni da bar, sui blog o nei commenti dei social network, ma non ne avevo mai visto una dal vivo…solo sentito parlare, come le vere leggende.

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Nei moto-market non vi era traccia di questo modello, nessuno lo vendeva e sembrava impossibile acquistarlo. Un giorno mi sono imbattuto in un sedicente venditore che mi ha propinato foto su foto della moto che voleva vendermi, ma era una truffa e di moto neanche l’ombra, altre volte mi sono incontrato con alcuni possessori, ma non era scattata la scintilla giusta.

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Un altra volta su un passo alpino mi è parso di incrociarne una nel verso opposto, mi sono subito fermato, suonato il clacson,  ho girato la moto per rincorrerla, ma sembrava svanita nel nulla come se fosse stato un miraggio.

Tutte le volte che vedevo un po di moto parcheggiate, fuori dai bar o in cima alle montagne cercavo sempre un Unicorno tra le molte moto parcheggiate, ma dei lei nessuna traccia e ho iniziato a pensare che non ci fossero più e non l’avrei mai vista.

Questa estate ho conosciuto Alessandro che ne aveva una, ci siamo visti, ho passato mezz’ora a girare attorno alla sua moto e a far foto, ho fatto domande, pregandolo di vendermela, ma niente da fare…e a ragione !!!

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Ma quando ormai avevo messo via l’idea ecco che accade l’imprevisto….

Un giorno di ottobre, girando nei vari moto-market in rete mi imbatto in un annuncio di un Unicorno, le foto sembrano troppo belle, tutto troppo perfetto, dove sta la fregatura ? Contatto il venditore che risponde in modo puntuale e cortese e dopo aver cercato in tutta la penisola la moto dei miei sogni, vengo a scoprire che si trova dietro casa mia ?!?

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Con Alessandro, nel frattempo diventato il mio personal trainer, ne parliamo spesso, commentiamo pro e contro della decisione anche perché io ho già Esmeralda (una Transalp del 2001), ma l’attrazione è forte, magnetica, quasi un destino e allora provo a verificarne la fattibilità.

Prendiamo contatti per un incontro e un venerdì di novembre sono davanti all’Unicorno.

La moto è bellissima, uscita direttamente dai più sfrenati desideri; sembra non aver un difetto, è stata accudita per anni fino ad adesso e ho un po le vertigini a chiudere l’affare, non starò sbagliando a catturare questa leggenda ? Non starò esaudendo un qualcosa che deve restare un desiderio ? Onestamente non lo so, non so neanche se sono all’altezza di cavalcare  un simile mito, ma di sicuro ne sono già perdutamente innamorato senza neanche averci percorso un metro e non vedo l’ora di andare insieme a cavalcare nel sole.

L’appuntamento so che arriverà presto, ci saranno foto e celebrazioni per il risveglio dell’Unicorno, del mio Unicorno !!!

Il 3 dicembre si terrà una piccola celebrazione chiamata “il risveglio dell’Unicorno” nel quale andremo da Lecco a Varenna per un breve giro pomeridiano: ritrovo ore 14.00 Lungolago di Lecco, caffè a Varenna, foto di rito e ritorno per le 17.00, vi aspetto !!!

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WTM… un successo inaspettato !!!

falson Il primo World Transalp Meeting è stato davvero un successo inaspettato; più di 30 Transalp di tutte le annate si sono radunate sul Lago di Como per un giro alla scoperta degli angoli più nascosti e più belli del Lario.

La carovana è partita da Lecco per dirigersi prima in Valsassina, poi sulla balconata panoramica del Passo Agueglio; dopo una breve sosta a Varenna siamo ripartiti alla volta della Baita dei Vikingo dove abbiamo pranzato tutti in compagnia.

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Dopo vini, pizzoccheri e brasato siamo ripartiti per Como dove nel tardo pomeriggio ci siamo salutati per ritornare alle rispettive dimore.

Il successo di questa manifestazione lo si è visto dai sorrisi e dalle opinioni raccolte dai partecipanti che hanno anche donato 210 euro per aiutare i terremotati delle Marche e i bambini di Soccorso Clown.

Il seme è stato gettato, germoglierà nella buona terra.

 

Alla ricerca dell’Unicorno

Ogni tanto nella vita si va alla ricerca dell’Unicorno che altro non è che qualcosa di speciale, raro, che si è sempre sognato…per me è l’Honda Transalp 600 del 1999 con la livrea Anniversary. Rappresenta l’Unicorno perché ci sono pochissime moto così in giro e perché la colorazione ricorda le prime Transalp uscite in Italia.

Grazie ai social network e ai motori di ricerca al giorno d’oggi è possibile sapere in tutta Italia dove siano nascosti gli ultimi esemplari di questa magnifica moto e allora la ricerca diventa ancora più intrigante e inevitabile.

Oggi sono andato alla caccia dell’Unicorno più vicino a casa mia; sono partito da casa alle 9.00 e mi sono inoltrato in un bosco impenetrabile fino ad una città fantasma oramai abbandonata.

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Un posto dove potrebbero trovarsi gli Unicorni, direte voi, tra minareti e costruzioni fantasma che cose incredibili hanno visto nelle diverse ere degli uomini.

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La caccia riprende, ma dove potrebbe nascondersi un Unicorno ?

Provo a cercarlo vicino ad un lago, chissà mai che si fermi a bere sulle sue sponde.

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Lo sento, è vicino, non so dove…ma so che c’è !

Lo cerco, giro tutto il lago, ma dov’è ?!

Una curva, un dosso, una galleria ed eccolo…l’Unicorno !!!

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E’ proprio come l’avevo immaginato, bellissimo, magico. Tanta ricerca è stata finalmente appagata, lo guardo, lo fotografo, continuo a rimanere magneticamente a fissarlo, ma l’Unicorno non si può imbrigliare, fermare o comprare.

Decido allora di lasciarlo andare, non è il momento forse.

Ci rivedremo, ti re-incontrerò e forse in futuro…cavalcheremo assieme.

500 Km di Ferragosto

IMG_7842Durante le ferie di Agosto fare un giro in moto di quelli seri è quasi un obbligo.

Allora si parte alle 7.30 da Olginate per conquistare il maggior numero di passi alpini: prima vittima…l’Aprica.

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Passo minore, di riscaldamento; sembra quasi una Milano alpina in questo periodo. Molto casino, benzinai, bar, giochi per bambini…cerco di superarla il prima possibile perché qui la mia moto va su di temperatura troppo velocemente.

E’ il momento di far le cose serie…Gavia da Ponte Legno. Questo è un passo con i contro coglioni…alto, impegnativo, panoramico spettacolare, selvaggio come solo i migliori sanno esserlo. Lo attacco alle 10 di mattina per evitare automobili, camper, autoarticolati e incapaci…in poco tempo sono in cima senza nessun intoppo, ma inizio a sentire dietro di me i primi clacson a valle.

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Si scende a Bormio per la sosta di pranzo…alle 11.30 si mangia e poi si dorme. Alle 13 mi sveglio dopo aver riavviato il cervello (ma forse non fino in fondo) infatti invece di far benzina seleziono il diesel…20 euro buttati !!!

Faccio la benzina giusta, è si riparte e alle 13.30 attacco lo Stelvio…ovviamente non c’è nessuno che son tutti a mangiare (I know my italian chicken).

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Arrivo allo Stelvio che sembra un suk pieno di bancarelle, wurstel, birre, casino; una foto un adesivo e scappo per la prossima tappa…il mitico Umbrail !!!

Sembra il fratello sfigato di una superstar, ma almeno lì non c’è nessuno e si riesce a parcheggiare la moto anche di traverso. Siamo fuori dalle rotte italians e infatti da adesso non troverò più nessuna targa tricolore, ma solo Krukki per 250 km…il che ha anche qualche simpatico vantaggio.

Umbrail fatto e si scende verso la Val Monastero…troppo Svizzera per essere vera. Ti sembra di guidare in mezzo ad una cartolina di Heidi, i campanili, le campane, i prati…tutto svizzerissimo. Conquistiamo anche il Fuorn e poi ci godiamo una delle più belle conifere delle Alpi, la biosfera della Val Mustair: avrò visto tanti di quei pini che mi sento parte della natura…incontaminato.

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Si arriva a Zernez e adesso ? La facciamo breve verso San Moritz o la facciamo mitica ? Ovviamente si va per la mitica e via verso il Fluela. Questi passi sono molto interni alla Svizzera e anche io li faccio di rado, ma è sempre un emozione ritornare dove ho mosso le mie prime battute di passi alpini. Fluela è lontano…in tutti i sensi. Si arriva in un passo non proprio bellissimo, ma sei a Davos e qui l’Italia è far far away.

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Mi aggiro per Davos guardandomi attorno con curiosità per assorbire questa Kruccosità il più possibile, mi sento fortunato a poter vedere tutto questo in poco meno di una giornata.

Il pomeriggio procede velocemente e anche io devo un po spicciarmi, sarà proprio il caso.

Mi manca l’ultima conquista…l’Albula.

Passo svizzero come pochi, direi il più svizzero che abbia fatto, mucche, paesaggi, laghi, ferrovie…spettacolare.

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Arrivo in cima alle 18 e vorrei fermarmi di più, ma la cena sarà presto in tavola e non vorrei si freddasse.

La Svizzera è come te l’aspetti…ordinata, panoramica, asfaltata bene…a volte troppo caratteristica per sembrare vera.

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Maloja, Chiavenna, Lago e alle 20.30 sono a casa. 500 km in 12 ore circa, curve, paesaggi, panorami, moto…vita.

Sestina vincente

Un altra grande giornata di moto in giro per le Alpi.

Partenza da Lecco alle 7.30 e via alla caccia dei più belli e panoramici passi svizzeri: oggi direzione Como e da lì subito verso nord si arriva a Biasca.

Attacco del Lucomagno, passo a volte bistrattato, ma per me bellissimo sia da vedere che da guardare. L’arrivo è sempre magnifico tra boschi di larici e la diga che rende iperbolico un paesaggio da sogno.

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Neanche il tempo di un cappuccio e torta e si attacca un altro mitico passo. Oberalp !

Ma che ci fa un faro su là in cima ? Sono proprio strani questi svizzeri !!!

Faccio i salti mortali per andare ad una cascata e poi scopro che neanche abbiamo fatto la foto, makembe !

Vabbè scendiamo ad Andermatt per mangiare qualcosa e fare un riposino prima di riprendere il viaggio; da lì sotto mi chiedo come si sta a casa con 38 gradi mentre qui ce ne saranno a malapena 20.

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Adesso è il momento di fare sul serio: si và ! Susten e i suoi paesaggi da cartolina, Grimsel con i laghi e le cascate a far da cornice a paesaggi grandiosi e Furka con le sue grotte di ghiaccio…dimenticato qualcosa ? Ah si !!!

C’è ancora da fare il S.Gottardo e la mitica Tremola…guidare nella storia !!!

Ci siamo divertiti tantissimo, ma alle 19.30 scopriamo di essere a 200 km da casa…azz !!

A capo chino prendiamo la strada per casa, ma che ricordi stupendi nel cuore !!!

4 passi in Svizzera

IMG_672118-06-2016 Altra grande giornata di moto sulle Alpi ! Si parte da casa alle 7 anche se il tempo non è dei migliori (ma al massimo torneremo indietro, mi dico). Durante la strada di avvicinamento alle Alpi si aprono diverse scelte, almeno 3 diverse, ma dentro di me sento che è arrivato il momento di fare lo Spluga.

Per cui Chiavenna e via ci si inerpica per la lunga strada che porta al Passo, questa volta decido di fare la “chiocciola” cioè la strada per Madesimo che a me non piace tanto, ma è un buon test di guidabilità.

Foto alla cascata di Pianezzo, giusto per provare le mie paure del vuoto e di nuovo via verso la cima; ci si ferma a Monteisola per un caffè ma non c’è ancora nessuno sia per l’ora che per il tempo, caffè e crostata e si riparte.

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Il Passo è abbastanza insignificante, ma è la porta per un mondo fantastico che ogni volta mi emoziona tantissimo…la Svizzera !!!

Saluto motociclisti tedeschi, italiani, olandesi e mi godo la discesa verso Splugen che è il posto dove se potessi mi comprerei casa subito.

Adesso un altro dilemma: salto al S.Bernardino o subito allo Julier ? Scruto il cielo e mi dico che è meglio approfittare perché non sai mai se e quando ci potresti tornare…e allora via !!!

Il S.Bernardino è uno di quei passi che mentre sali ti chiedi che cosa abbia di speciale, ma più ti avvicini e più inizi ad apprezzarlo, l’arrivo è poi quasi entusiasmante. Oggi è una toccata e fuga perciò 2 foto di contorno e si torna indietro.

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Adesso si inverte la direzione e si torna indietro…direzione Julier…(o Albula ?).

Un occhio sempre al cielo e mi sento come Valentino Rossi quando deve decidere se prendere la moto con gomme da bagnato o continuare con l’asciutto; si cerca nel cielo qualche indizio, si interpreta il vento, la luce, il colore delle nuvole e poi…si rischia…al massimo mi fermo a mettermi l’antipioggia.

Al bivio per l’Albula decido che non è il caso di sfidare troppo Giove pluvio e mi dirigo più saggiamente verso lo Julier; d’un tratto vedo davanti a me una motociclista viaggiatrice olandese e mi metto a seguirla a debita distanza; mi faccio dei film incredibili sul potenziale incontro, magari 4 chiacchiere in inglese per scoprire da dove viene dove sta andando. Non le sto troppo vicino per non innervosirla, ma la tengo sempre a vista a distanza costante. Arriviamo alla diga sotto lo Julier e lei si ferma, mi fermo ovviamente anche io e…scopro che è un uomo !!! Mega delusione e i miei sogni vanno in frantumi, per fortuna che la bellezza del posto mi rinfranca da questa delusione !

Si riparte e adesso lo supero di potenza giusto per marcare il territorio e arrivo fino alla cascata sotto il passo (quella della foto di apertura). Il posto sembra quasi finto da quanto è bello e rimango stupito che nessuno si fermi a fare le foto…solo io (sono strano o lo sono gli altri, propendo per la seconda ipotesi).

Ultimo strappo per arrivare al Passo Julier e si aprono fantastiche montagne innevate ad accogliere il passaggio del motociclista pellegrino e io mi perdo un po via a guardarmi attorno come se attraversassi i paesaggi del Signore degli anelli. Arrivo al Passo e trovo una masnada di GSKrukki che stanno facendo le foto col cartello. Niente contro le loro moto, per carità, ma io adoro la mia Esmeralda come una donna acqua e sapone, mentre quelle sono supermodelle con trucco e parrucco, questione di gusti.

Non resisto a comprarmi gli adesivi dei passi fatti oggi e scendo verso Silvaplana; sulla destra ci sono delle bellissime panchine dove fermarsi a guardare i laghi e fare un picnic, ma guardando la valle vedo una cosa un po strana… un temporale !!! Passa trasversale alla valle come un treno, noi siamo all’asciutto e lui passa … incredibile.

Arrivo al bivio…Bernina o Maloja ? Eh eh bella domanda ! Per stavolta facciamo Maloja, ma tornerò ! Si arriva al Passo e ci si butta giù per il toboga del Maloja che a mio parere è una delle cose più divertenti che un motociclista possa fare: ti sembra di essere al Lunapark in sella alla tua moto e intanto scendi da una montagna intera in nemmeno 10 minuti.

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Il resto della discesa verso Chiavenna è una piacevole termo-cavalcata verso il sole e l’Italia.

Si arriva alle cascate dell’Acquafraggia (dove mi fermo sempre) e decido che è ora di dormire un po. Mi metto di fianco alle cascate – che fanno rumore, ve lo assicuro- e mi lascio addormentare…cullato dal fragore dell’acqua che si infrange.

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Dopo mezz’oretta sento il vento che cambia ed è il segnale che se non mi muovo la prendo di sicuro.

Si risale velocemente in sella e via, rincorso da nuvoloni di valchirie che cavalcano infuriate alle mie spalle; so che non mi raggiungeranno mai…ma è meglio non aspettarle !!!

Scendo la Val Chiavenna abbastanza rapido quando vedo dalla Valtellina scendere un’altra schiera di Valchirie…mannaggia !!! La mi fuga si fa più difficile, ma anche loro non mi avranno !!! Decido di imboccare le gallerie e via verso Lecco spronando il mio cavallo per evitare la pioggia. Quando tutto sempre riuscito mi fermo a fare benzina (anche il miglior cavallo lanciato al galoppo per chilometri, necessita un po di riposo) e vedo da lontano che arrivano le Valchirie.

Richiamo all’ordine il fido destriero e via…non mi avranno !

La discesa verso casa è uno scambio di astute schermaglie: loro mi bagnano, ma io le fuggo e alla fine premiano il mio impegno lasciandomi libero…mi è andata bene.