



Un modo unico per scoprire la moto
Il popolo dei motociclisti si può dividere in 2 grandi categorie: quelli che usano la moto d’estate e quelli che usano la moto tutto l’anno.

Faccio parte della seconda categoria, anzi a me piace proprio andare in giro d’inverno…ma perchè ?! Direte Voi…e adesso ve lo spiego.
In primo luogo, abitando in una zona molto battuta d’estate con moto ovunque e pattuglie pronte a elargire multe ad ogni chilometro, è di certo un sollievo poter percorrere le strade finalmente senza essere superato in impennata da mostri di 200 cavalli ed essere fermato ad ogni comune per verificare patente e libretto.

In secondo luogo, amando molto fare le foto ai paesaggi e alla moto, devo dire che l’inverno regala una luce più pulita e un aria più trasparente, inoltre neve, ghiaccio e cieli blu cobalto fanno risaltare ancora di più le nostre splendide moto stagliate contro la candida neve o una bella cascata di ghiaccio. Albe e tramonti sono ad orario più abbordabile e non bisogna svegliasi alle 4 o attendere fino alle 22 per l’ultimo raggio della giornata.

In terzo luogo, prediligendo la sicurezza e indossando regolarmente casco, guanti, paraschiena e stivali apprezzo il fatto di non dover sudare le fatidiche sette camicie quando la temperatura estiva si fa troppo alta. Insetti, moschini, api e altre specie volanti stanno lontane da visiera e parabrezza per qualche mese.

In quarto luogo non nascondo un certo orgoglio a essere tra le poche moto in giro e a volte non incontrare proprio nessuno per tutto il giro, arriveranno le orde con il caldo, ma per adesso le strade sono tutte mie e posso fermarmi in tutti i punti che voglio senza temere un clacson alle spalle per una manovra dell’ultimo momento per un panorama che non potevo farmi sfuggire.

Infine la guida invernale richiede una certa sensibilità e una certa attenzione alla superficie della strada, acquisire queste abilità verrà poi in aiuto in estate in caso di acquazzoni o strade non proprio perfette.

Intendiamoci anche io ho freddo quando esco con 2 gradi ed il sole non è ancora sorto, ma ritengo che ne valga sempre la pena per cui cerco di coprirmi sempre bene e far tesoro dell’esperienza sulla gestione delle temperature rigide.

Per coloro che amano l’inverno…ci vediamo in giro !!!
Per tutti gli altri….ci vediamo a primavera !!!!
Come è stata la visita all’Eicma dei Transalpisti Folli ?
Iniziamo a dire che la botta del Covid si sente e 2 anni senza fiera hanno lasciato un profondo strappo che con questa edizione si è cercato di ricucire; la ripresa c’è ed è solida, solo che è molto timida e terrorizzata dal ritorno a lockdown come quelli di 6 mesi fa.
Cosa resta di questa visita e quali sono gli stand che ci hanno entusiasmato e quali invece deluso ?
BENELLI: voto 7.5
Ci è piaciuto lo stand della casa “italiana” con le moto leader di mercato e la nuova 800 presentate in moto adeguato, ci siamo saliti apprezzandone le caratteristiche, pochi fuochi d’artificio, ma quello che serviva per chi ha sbancato le vendite di quest’anno.


YAMAHA: voto 9
Bel lavoro della casa giapponese che presenta tutta la gamma in modo accattivante, permettendo di salire su tutti i mezzi e poterli vedere da vicino; siamo innamorati della T700 anche se la useremmo solo come seconda moto. Le storiche moto di Valentino fanno breccia nel nostro cuore. Forma e sostanza OK



KAWASAKI: voto 6/7
Quelli della Kawa sono bravi a vendere le loro moto, quel verdone è proprio intrigante ed evocativo e ti fan sembrare che le loro moto siano delle figate pazzesche, poi non è tutto oro quello che luccica, ma la Kawa luccica bene.


Cagiva Lucky Strike: voto 8+
Le mitiche moto della Dakar spalancano la mente nel pieno delle atmosfere desertiche anni 80. Ci perdiamo a immaginare quei mostruosi mezzi a correre tra le dune e le piramidi e poi… le nuove moto…mmm…vorremmo delle Transalp simili, ma queste sono Cagiva (…vero ?)



Moto Morini: voto 7
Molto interesse questa X-Cape che sembra assemblata meno bene della Benelli, sembra un entry-level interessante sia per prezzo che per allestimento; è una moto che inquadra il momento storico…pochi sghei, ma moto nuova.


Suzuki: voto 7,5
La “blu” ci piace, forse per colpa delle standiste, ma qui le cose sono ben fatte. Le V-strom sono un benchmark di mercato, un giro qui va sempre fatto e si va a casa mai stupefatti, ma sempre appagati.



Mafra: voto 8,5
Andate a trovare Lady Mafra, dove altrove c’è la coda per vedere la moto, qui c’è la coda per lei. Stand sempre pieno, anche se non si capisce cosa venda.

Moto Guzzi/Vespa/Aprilia: voto 7
L’unico stand talmente affollato che devi aspettare per entrare; la sensazione è un po’ quella del minestrone Piaggio dove tutte le marche sono attaccate e non capisci dove è lo spazio dell’una e quello dell’altra. Le moto sono sugli scaffali e sembrano dei giocattoli.
La Guzzi è presentata con molta enfasi e sembra una figata, ma non ci si può salire e quindi resta un po quell’effetto “guardare ma non toccare” che lascia l’amaro in bocca
.

La nuova Tuareg è bella all’80% perchè non convince il frontale, ma salendoci sopra lascia una sensazione plasticosa che ci fa preferire ancora la T700.

La Vespa è la Vespa, non la compri per altro.

Triumph: voto 8,5
Questi stan venendo su bene. Speed Triple OK, Tiger OK, Bonnie OK.
Non ti entusiasmano strappandoti il cuore dal petto, ma ci sono forte e duro.



Honda: voto 6 – –
Apologia del nulla. Non nascondiamo una delusione per la mancanza della sorpresa Transalp che a questo punto ci voleva proprio visto le concorrenti. Lo stand della Honda è intendiamoci immenso e ti sembra di essere a Gardaland con voci fuori campo ed effetti speciali, ma la “ciccia” non ci ha convinto. Honda va per la sua strada interpretando il futuro a modo suo, ma il mondo va da un’altra parte. La supersportiva ci serviva ? La NTT ci serviva ? L’Adv ci serviva ? La Honda ha la potenza di indicare il futuro, ma come già fatto in passato ne imbrocca 1 su 3…non è sufficiente.



Altro
Finalmente ritorna EICMA dal 23 al 28 novembre e finalmente torniamo anche noi ad ammirare le moto e gli accessori per la nostra passione più sfrenata.

I Transalpisti Folli si riuniranno tra i padiglioni della fiera il prossimo 26 novembre allo stand della Honda alle 11.00 di mattina...ma cosa c’è quest’anno da vedere in fiera ?
Ecco la guida folle delle 10 imperdibili cose da vedere:

2. Aprilia Tuareg 660: ritorna un altro mito degli anni 80 in una veste completamente nuova, saprà catturare l’attenzione e la passione di chi ama il segmento dell’avventura ?

3. Yamaha Tenerè 700: non ci aspettiamo grosse novità da questa moto che è già stupenda così com’è, andiamo a mettere il naso sulla moto perchè ne vale sempre la pena.

4. Fantic Racing: un altro nome importante nel panorama delle moto ritorna prepotente alla ribalta, quest’anno anche con Franco Picco che parteciperà alla Dakar dopo la fiera, abbiamo nel cuore questo marchio, saprà rinverdire i fasti del passato ?

5. Moto Guzzi V 100 Mandello: per chi abita sul Lario, la Guzzi è la Guzzi e non possiamo non andare a vedere le creature lariane ad ogni occasione.

6. Triumph Tiger Sport 600: come sarà la nuova moto inglese, terza incomoda tra i grandi nomi delle moto mondiali ? Scopriamo se questa crossover può quadrare il cerchio che manca al mercato
7. Benelli TRK 502: ne hanno vendute 5800 (più del doppio del GS BMW) che cosa avrà questa moto di così intrigante ? Andiamo a scoprirlo direttamente in sella

8. Kawasaki Z650 RS: una proposta classic da parte della Kawa: semplice, bella, da vedere

9. Honda NT 1100 + CB500 + Africa Twin: sarà il nostro punto di ritrovo e sarà anche il centro della nostra visita in fiera, ogni anno ci aspettiamo molto da Honda e anche quest’anno immagino non saremo delusi con la nuova NT 1100, la versione 2022 della CB500 e la tanto desiderata Africa Twin….ma soprattutto…



10….la nuova Transalp ?!?

Il viaggio unico che attraversa tutte le Alpi dall’Austria alla Francia che racchiude tutto lo spirito “Transalp”, non perdere questa incredibile avventura tra passi incredibili, panorami mozzafiato e la storia di questa icona della moto.
Le tappe:
Tappa 1 – Vienna/Gmunden , Tappa 2 – Gmunden/Berchtesgaden, Tappa 3 – Berchtesgaden/Garmish, Tappa 4 – Garmish/Bressanone, Tappa 5 – Bressanone/Feltre, Tappa 6 – Feltre/Ponte di Legno, Tappa 7 – Ponte di Legno/Disentis, Tappa 8 – Disentis/Evian, Giornata di Riposo ad Evian, Tappa 9 – Evian/Lanslebourg Tappa 10 – Lanslebourg/Barcelonette, Tappa 11 – Barcelonette/Tenda, Tappa 12 – Tenda/Nizza.
Come si potrebbe spiegare questo weekend a chi non ha partecipato direttamente alle mille e mille cose che sono successe ?

Difficile dare una risposta, ma noi proviamo a descrivere un pó questo doppio giro sabato/domenica che sicuramente ci farà parlare di una “tacca” come ripeteva il Lino a fine giornata
Partiamo da sabato dove abbiamo fatto un giro nel triangolo lariano, lontano da macchine e caldo infernale, assaporando in tutta tranquillità le bellezze ed i panorami del Lario con nuovi amici e vecchie conoscenze pronte a divertirsi tutti assieme.

Dopo curve e tornanti lariani ci siamo ritrovati dall’Angelo della Valcava per una megapizzata tutti assieme…eravamo tantissimi e abbiamo ritrovato tutti i folli compresi quelli che per diversi motivi non posso venire al momento in giro in moto, ma vogliono far parte di questo incredibile gruppo.

Finita la pizzata abbiamo avuto tempo di una mini notturna di discesa con un gruppo di Transalpisti che riesce sempre a inventarsi un altro modo di divertirsi.
Domenica mattina ci siamo ritrovati per un’altra avventura tutta da vivere e abbiamo deciso di fare una giornata off road nei luoghi inesplorati attorno a noi; siamo andati a fare la Morterone/Culmine di San Pietro, tagliando tra i boschi le strade tipiche della Valsassina e poi (non ancora contenti) siamo andati in Valtellina ad affrontare il Dordona da Fusine.


Questa salita si è rivelata più impegnativa di quanto previsto, con una strada malmessa che ha richiesto molto impegno per essere conquistata e, mentre Sergio gongolava sotto il casco, altri cristonavano per i colpi alle braccia e alla schiena.


È stata proprio una avventura che resterà nei nostri ricordi per molto tempo perchè le difficoltà hanno il potere di cementare indissolubilmente i rapporti tra le persone.
Ritorno (cotti) dal San Marco e l’immancabile Valcava per sottoscrivere una giornata ben oltre le solite uscite domenicali.

Restano diverse riflessioni dopo giornate come queste, ma ci penseró da domani, per adesso cerco di ricordarmi tutte le istantanee di un weekend indimenticabile.
Cosa fare quando ci sono 35 gradi e si fa fatica ad alzare l’indice della mano destra ?
Si va a cercare il gelo più gelo che esiste in uno dei luoghi più freddi delle Alpi !!

…e così che ci si trova in sella alle 7.15 con il muso della moto in direzione Nord prima che faccia la comparsa un sole infuocato; alla dogana si respira ancora titubanza sull’andare all’estero, ma la paura è una cattiva consigliera e io di certo non mi lascio intimidire.

La strada per Airolo è la solita lunga pallosissima retta di 100km ed attorno a me non vedo i consueti Italians con GS e baulotti metallici.


La prima destinazione è la Tremola del San Gottardo tirata a lucido per il passaggio del Tour de Suisse: bellissima, pulitissima e tutta libera mi porta in breve tempo in mezzo ai ghiacci dove la temperatura non raggiunge la doppia cifra.


Ho ottenuto quello che cercavo (anche troppo) e, rimanendo ad ammirare le pale eoliche vorticare, scendo ad Andermatt per andare alla scoperta di altri passi alpini.
Furka e Susten sono chiusi, ma è l’occasione buona per farli (fin dove si arriva) in santa pace ammirando paesaggi con pochi eguali in tutto l’arco alpino.


È il momento di rientrare, ma anche oggi grandi sorprese per il Transalpista Folle; sull’Oberalp passa il Tour de Suisse e appena la macchina di chiusura del Giro mi infilo dietro tipo skilift salutando ali di folla festose convinte che faccia parte del Tour.

Ultimo acuto della giornata è uno Spluga serale che mi riporta nella mia splendida, torrida madrepatria con la speranza di vedere mercoledì prossimo un altro trionfo della nazionale (così mentre ci sono le partite, vado in giro che non c’è nessuno).



Come si descrive una giornata come quella di oggi ?

Si potrebbe iniziare descrivendo la partenza con tutti i partecipanti smaniosi di cominciare una grande avventura, con i fedelissimi che non si perdono mai un uscita, con un valdostano che non vedevamo da un anno, con una moto nuova e con un compagno che, fresco di pensione, non partirà con noi.
Si potrebbe descrivere il viaggio verso Tirano, addirittura scortati da una macchina della polizia a sottolineare l’importanza del nostro gruppo.
Si potrebbe descrivere la sosta goliardica a Tirano in cui, di fronte al santuario abbiamo incontrato vecchie conoscenze e nuovissime leve.

Si potrebbe raccontare dell’ascesa allo Stelvio in completa solitudine come se fossimo noi ad aprire la strada verso il passo più alto d’Italia tra un cielo blu smeraldo e la neve ancora candida per un inverno non ancora scordato.



Si potrebbe raccontare del tentativo di raggiungere il Gavia a tutti i costi anche provando (invano) ad aprire il passaggio per un altro passo.

Si potrebbe descrivere la salita da Tirano al Bernina in una Svizzera che non percorrevamo da tanto tempo, la sensazione di tornare in terra elvetica e rivedere Sainkt Moritz e i laghi del Maloja ridiscendendo il toboga fino a Chiavenna.



Si potrebbe raccontare di un rientro in Italia molto singolare con l’imbarazzo di essere fermati e non poter tornare più a casa.
Si potrebbe ancora narrare di una salita al San Marco alle 7 di sera e di una corsa sfrenata verso la vetta mentre il sole velocemente tramonta e la temperatura crolla con la conquista di ogni tornante.


Si potrebbe infine raccontare di una giornata come poche ne si fanno nella vita in cui quando si parcheggia la moto si pensa…non ci siamo proprio fatti mancare niente !!!








La stagione dell’apertura dei passi alpini è oramai alle porte e i Transalpisti folli sono pronti e carichi a pallettoni per conquistare le più importanti vette dell’arco alpino.
Presto si potrà andare oltre i 2000 metri, ma per poterlo fare bisogna essere allenati e pronti alle temperature rigide e al fondo ancora ghiacciato e innevata a causa di un anno davvero gelido dal punto di vista termico.
Ecco perchè abbiamo deciso di conquistare il Passo San Marco, vera e propria scuola alpina a due passi da casa, con tutte le caratteristiche necessarie per le grandi salite alpine.
Si parte presto da Lecco alle 7.30 per essere tra i primissimi a giungere al passo, infatti tra Lecco/Ballabio/Culmine di San Pietro non incrociamo anima viva.

Scendiamo nelle Gole di Enna e poi finalmente in valle per salire fino al passo.
Sopra Olda inizia a pizzicare la temperatura che si fa rigida non appena saliamo su fino al rifugio che fortunatamente è aperto.
Decidiamo di verificare la strada per il passo che è fattibile nonostante alcuni detriti sulla carreggiata che si riescono a scansare facilmente con la moto.
L’arrivo al passo avviene in un’atmosfera artica tra muri di neve e nubi che scavallano la sommità della montagna, siamo i primi a conquistarlo.



Qualche foto di rito e poi ci precipitiamo al rifugio a prendere qualcosa di caldo perchè abbiamo perso sensibilità alle mani.



Mentre pasteggiamo con torte e bevande calde, il cielo si apre, svelandoci l’aspetto maestoso delle montagne e il candore della neve al sole.
Incrociamo un altro motociclista proveniente dalla Valtellina che ci conferma la transitabilità anche sull’altro versante e allora decidiamo di risalire al passo e di ridiscendere verso Morbegno.
Adesso è tutta un’altra cosa, il passo è più spettacolare ed i colori più vividi e abbiamo il privilegio di poterlo vivere di nuovo con un’atmosfera completamente diversa.



Decidiamo di scendere in Valtellina facendo bene attenzione al brecciolino insidioso sulle curve e rimanendo incantati dalle atmosfere canadesi dell’alta montagna.
Giungiamo a Morbegno alle 11, come preventivato per poter essere a casa per pranzo.
Ultimo tratto in superstrada per essere a casa alle 12.30.
L’allenamento è stato fatto, adesso siamo pronti per Gavia e Stelvio di settimana prossima !!!