Guida folle all’EICMA

Finalmente ritorna EICMA dal 23 al 28 novembre e finalmente torniamo anche noi ad ammirare le moto e gli accessori per la nostra passione più sfrenata.

I Transalpisti Folli si riuniranno tra i padiglioni della fiera il prossimo 26 novembre allo stand della Honda alle 11.00 di mattina...ma cosa c’è quest’anno da vedere in fiera ?

Ecco la guida folle delle 10 imperdibili cose da vedere:

  1. Moto Morini X-Cape: abbiamo visto le foto e qualche apparizione ai raid più impegnativi, ma come sarà dal vivo ? Tanta curiosità per una moto che costa la metà delle altre (7.090 Euro) e che forse garantirà quello che serve per chi vuole divertirsi on/off.
Moto Morini X-Cape 2020 | MOTOMAG

2. Aprilia Tuareg 660: ritorna un altro mito degli anni 80 in una veste completamente nuova, saprà catturare l’attenzione e la passione di chi ama il segmento dell’avventura ?

3. Yamaha Tenerè 700: non ci aspettiamo grosse novità da questa moto che è già stupenda così com’è, andiamo a mettere il naso sulla moto perchè ne vale sempre la pena.

Yamaha Ténéré 700 Rally Edition | Tourenfahrer

4. Fantic Racing: un altro nome importante nel panorama delle moto ritorna prepotente alla ribalta, quest’anno anche con Franco Picco che parteciperà alla Dakar dopo la fiera, abbiamo nel cuore questo marchio, saprà rinverdire i fasti del passato ?

Franco Picco, 66 anni

5. Moto Guzzi V 100 Mandello: per chi abita sul Lario, la Guzzi è la Guzzi e non possiamo non andare a vedere le creature lariane ad ogni occasione.

Onthullend nieuws: Moto Guzzi V100 Mandello - Motor.NL

6. Triumph Tiger Sport 600: come sarà la nuova moto inglese, terza incomoda tra i grandi nomi delle moto mondiali ? Scopriamo se questa crossover può quadrare il cerchio che manca al mercato

Triumph Tiger Sport 660 2022 Details Price_01

7. Benelli TRK 502: ne hanno vendute 5800 (più del doppio del GS BMW) che cosa avrà questa moto di così intrigante ? Andiamo a scoprirlo direttamente in sella

2020 Benelli TRK 502 X (Malaysia) | Arena Motosikal

8. Kawasaki Z650 RS: una proposta classic da parte della Kawa: semplice, bella, da vedere

Kawasaki Z 650 RS (2022), prezzo e scheda tecnica - Moto.it

9. Honda NT 1100 + CB500 + Africa Twin: sarà il nostro punto di ritrovo e sarà anche il centro della nostra visita in fiera, ogni anno ci aspettiamo molto da Honda e anche quest’anno immagino non saremo delusi con la nuova NT 1100, la versione 2022 della CB500 e la tanto desiderata Africa Twin….ma soprattutto…

Honda NT1100: due tagliandi omaggio per chi prenota entro ...
Motorrad Vergleich Honda CRF1100L Africa Twin 2022 vs ...

10….la nuova Transalp ?!?

La Vienna/Nizza

Il viaggio unico che attraversa tutte le Alpi dall’Austria alla Francia che racchiude tutto lo spirito “Transalp”, non perdere questa incredibile avventura tra passi incredibili, panorami mozzafiato e la storia di questa icona della moto.

Le tappe:

Tappa 1 – Vienna/Gmunden , Tappa 2 – Gmunden/Berchtesgaden, Tappa 3 – Berchtesgaden/Garmish, Tappa 4 – Garmish/Bressanone, Tappa 5 – Bressanone/Feltre, Tappa 6 – Feltre/Ponte di Legno, Tappa 7 – Ponte di Legno/Disentis, Tappa 8 – Disentis/Evian, Giornata di Riposo ad Evian, Tappa 9 – Evian/Lanslebourg Tappa 10 – Lanslebourg/Barcelonette, Tappa 11 – Barcelonette/Tenda, Tappa 12 – Tenda/Nizza.

Un viaggio inaspettato

Come si potrebbe spiegare questo weekend a chi non ha partecipato direttamente alle mille e mille cose che sono successe ?

Difficile dare una risposta, ma noi proviamo a descrivere un pó questo doppio giro sabato/domenica che sicuramente ci farà parlare di una “tacca” come ripeteva il Lino a fine giornata

Partiamo da sabato dove abbiamo fatto un giro nel triangolo lariano, lontano da macchine e caldo infernale, assaporando in tutta tranquillità le bellezze ed i panorami del Lario con nuovi amici e vecchie conoscenze pronte a divertirsi tutti assieme.

Dopo curve e tornanti lariani ci siamo ritrovati dall’Angelo della Valcava per una megapizzata tutti assieme…eravamo tantissimi e abbiamo ritrovato tutti i folli compresi quelli che per diversi motivi non posso venire al momento in giro in moto, ma vogliono far parte di questo incredibile gruppo.

Finita la pizzata abbiamo avuto tempo di una mini notturna di discesa con un gruppo di Transalpisti che riesce sempre a inventarsi un altro modo di divertirsi.

Domenica mattina ci siamo ritrovati per un’altra avventura tutta da vivere e abbiamo deciso di fare una giornata off road nei luoghi inesplorati attorno a noi; siamo andati a fare la Morterone/Culmine di San Pietro, tagliando tra i boschi le strade tipiche della Valsassina e poi (non ancora contenti) siamo andati in Valtellina ad affrontare il Dordona da Fusine.

Questa salita si è rivelata più impegnativa di quanto previsto, con una strada malmessa che ha richiesto molto impegno per essere conquistata e, mentre Sergio gongolava sotto il casco, altri cristonavano per i colpi alle braccia e alla schiena.

È stata proprio una avventura che resterà nei nostri ricordi per molto tempo perchè le difficoltà hanno il potere di cementare indissolubilmente i rapporti tra le persone.

Ritorno (cotti) dal San Marco e l’immancabile Valcava per sottoscrivere una giornata ben oltre le solite uscite domenicali.

Restano diverse riflessioni dopo giornate come queste, ma ci penseró da domani, per adesso cerco di ricordarmi tutte le istantanee di un weekend indimenticabile.

Rinfrescante naturale

Cosa fare quando ci sono 35 gradi e si fa fatica ad alzare l’indice della mano destra ?

Si va a cercare il gelo più gelo che esiste in uno dei luoghi più freddi delle Alpi !!

…e così che ci si trova in sella alle 7.15 con il muso della moto in direzione Nord prima che faccia la comparsa un sole infuocato; alla dogana si respira ancora titubanza sull’andare all’estero, ma la paura è una cattiva consigliera e io di certo non mi lascio intimidire.

La strada per Airolo è la solita lunga pallosissima retta di 100km ed attorno a me non vedo i consueti Italians con GS e baulotti metallici.

La prima destinazione è la Tremola del San Gottardo tirata a lucido per il passaggio del Tour de Suisse: bellissima, pulitissima e tutta libera mi porta in breve tempo in mezzo ai ghiacci dove la temperatura non raggiunge la doppia cifra.

Ho ottenuto quello che cercavo (anche troppo) e, rimanendo ad ammirare le pale eoliche vorticare, scendo ad Andermatt per andare alla scoperta di altri passi alpini.

Furka e Susten sono chiusi, ma è l’occasione buona per farli (fin dove si arriva) in santa pace ammirando paesaggi con pochi eguali in tutto l’arco alpino.

È il momento di rientrare, ma anche oggi grandi sorprese per il Transalpista Folle; sull’Oberalp passa il Tour de Suisse e appena la macchina di chiusura del Giro mi infilo dietro tipo skilift salutando ali di folla festose convinte che faccia parte del Tour.

Ultimo acuto della giornata è uno Spluga serale che mi riporta nella mia splendida, torrida madrepatria con la speranza di vedere mercoledì prossimo un altro trionfo della nazionale (così mentre ci sono le partite, vado in giro che non c’è nessuno).

Non ci siamo fatti mancare niente

Come si descrive una giornata come quella di oggi ?

Si potrebbe iniziare descrivendo la partenza con tutti i partecipanti smaniosi di cominciare una grande avventura, con i fedelissimi che non si perdono mai un uscita, con un valdostano che non vedevamo da un anno, con una moto nuova e con un compagno che, fresco di pensione, non partirà con noi.

Si potrebbe descrivere il viaggio verso Tirano, addirittura scortati da una macchina della polizia a sottolineare l’importanza del nostro gruppo.

Si potrebbe descrivere la sosta goliardica a Tirano in cui, di fronte al santuario abbiamo incontrato vecchie conoscenze e nuovissime leve.

Si potrebbe raccontare dell’ascesa allo Stelvio in completa solitudine come se fossimo noi ad aprire la strada verso il passo più alto d’Italia tra un cielo blu smeraldo e la neve ancora candida per un inverno non ancora scordato.

Si potrebbe raccontare del tentativo di raggiungere il Gavia a tutti i costi anche provando (invano) ad aprire il passaggio per un altro passo.

Si potrebbe descrivere la salita da Tirano al Bernina in una Svizzera che non percorrevamo da tanto tempo, la sensazione di tornare in terra elvetica e rivedere Sainkt Moritz e i laghi del Maloja ridiscendendo il toboga fino a Chiavenna.

Si potrebbe raccontare di un rientro in Italia molto singolare con l’imbarazzo di essere fermati e non poter tornare più a casa.

Si potrebbe ancora narrare di una salita al San Marco alle 7 di sera e di una corsa sfrenata verso la vetta mentre il sole velocemente tramonta e la temperatura crolla con la conquista di ogni tornante.

Si potrebbe infine raccontare di una giornata come poche ne si fanno nella vita in cui quando si parcheggia la moto si pensa…non ci siamo proprio fatti mancare niente !!!

Giro di apertura

La stagione dell’apertura dei passi alpini è oramai alle porte e i Transalpisti folli sono pronti e carichi a pallettoni per conquistare le più importanti vette dell’arco alpino.

Presto si potrà andare oltre i 2000 metri, ma per poterlo fare bisogna essere allenati e pronti alle temperature rigide e al fondo ancora ghiacciato e innevata a causa di un anno davvero gelido dal punto di vista termico.

Ecco perchè abbiamo deciso di conquistare il Passo San Marco, vera e propria scuola alpina a due passi da casa, con tutte le caratteristiche necessarie per le grandi salite alpine.

Si parte presto da Lecco alle 7.30 per essere tra i primissimi a giungere al passo, infatti tra Lecco/Ballabio/Culmine di San Pietro non incrociamo anima viva.

Scendiamo nelle Gole di Enna e poi finalmente in valle per salire fino al passo.

Sopra Olda inizia a pizzicare la temperatura che si fa rigida non appena saliamo su fino al rifugio che fortunatamente è aperto.

Decidiamo di verificare la strada per il passo che è fattibile nonostante alcuni detriti sulla carreggiata che si riescono a scansare facilmente con la moto.

L’arrivo al passo avviene in un’atmosfera artica tra muri di neve e nubi che scavallano la sommità della montagna, siamo i primi a conquistarlo.

Qualche foto di rito e poi ci precipitiamo al rifugio a prendere qualcosa di caldo perchè abbiamo perso sensibilità alle mani.

Mentre pasteggiamo con torte e bevande calde, il cielo si apre, svelandoci l’aspetto maestoso delle montagne e il candore della neve al sole.

Incrociamo un altro motociclista proveniente dalla Valtellina che ci conferma la transitabilità anche sull’altro versante e allora decidiamo di risalire al passo e di ridiscendere verso Morbegno.

Adesso è tutta un’altra cosa, il passo è più spettacolare ed i colori più vividi e abbiamo il privilegio di poterlo vivere di nuovo con un’atmosfera completamente diversa.

Decidiamo di scendere in Valtellina facendo bene attenzione al brecciolino insidioso sulle curve e rimanendo incantati dalle atmosfere canadesi dell’alta montagna.

Giungiamo a Morbegno alle 11, come preventivato per poter essere a casa per pranzo.

Ultimo tratto in superstrada per essere a casa alle 12.30.

L’allenamento è stato fatto, adesso siamo pronti per Gavia e Stelvio di settimana prossima !!!

Asciutti e contenti

Quando si programma un giro bisogna sempre fare i conti con il tempo per evitare di farsi una doccia con la moto: con questo pensiero siamo pertanto partiti presto per cercare di fare più km possibili con il bel tempo (o almeno senza pioggia).

Partenza da Lecco alle 7.30 e via in autostrada fino ad Arona evitando costose pedemontane; caffettino alle 9 al San Carlone, autentica meraviglia sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, guardando la Rocca di Angera, già toccata nei precedenti giri.

Ripartenza alla volta di Stresa e poi salita verso il costoso Mottarone (7€) su un asfalto tutto bucato per le operazioni di riasfaltatura.

In cima faceva piuttosto freddo e pertanto ci siamo buttati a capofitto verso Orta San Giulio, un gioiellino affollato famoso anche per il ristorante di Cannavacciolo.

Pranzo e caffettino prima di ripartire verso Omegna con l’incognita meteo che diventava sempre più negativa.

Deviazione per Quarna di sotto e Quarna di Sopra per ammirare gli affreschi sulle pareti delle case e ritorno sulla strada del giro per essere interrotti prima di Varallo; il temporale è arrivato.

Lo sapevamo, ma ci abbiamo sperato.

Non ci resta che ritornare a casa asciutti e contenti per quello che siamo riusciti a fare e vedere e con i bei momenti passati assieme a tutti i compagni di avventure

Mottarone e Zegna

Siamo pronti per un nuovo supermega giro dei Transalpisti Folli sulle più belle strade d’Italia e questa volta andremo proprio nelle delizie motociclistiche più raffinate.

Si parte presto perché i km da fare sono tanti e lontani per cui il prossimo 16 maggio alle 7.30 si parte dal Lungolago di Lecco per arrivare intorno alle 9 ad Arona per visitare il mitico San Carlone, dove ci fermeremo per un caffettino spezza mattinata.

San Carlo Borromeo colossus in Arona town, Novara province, Maggiore lake, Piedmont region, Italy. It is a statue over 30 meters high located in Arona, Novara, in the hamlet of San Carlo, on the Sacro Monte of San Carlo.

Da Arona a Stresa lungo il Lago Maggiore dove potremo godere delle bellezze di questo angolo di paradiso, ma a noi piacciono le curve e presto ci troveremo ad attaccare i tornanti del Mottarone fino ad arrivare a 1420mt dove si può vedere una magnifica vista a 360 gradi su ben 7 laghi diversi.

Dal Mottarone al Lago d’Orta che percorreremo fino ad arrivare a Omegna per poi raggiungere Varallo e infine Borgosesia per la pausa pranzo.

E la panoramica Zegna ?

Tranquilli faremo anche quella.

Nel pomeriggio partiremo infatti per Trivero e percorreremo la famosa Oasi Zegna fino a Rosazza dove potremo imboccare la celeberrima sterrata che porta al Santuario di Oropa.

La giornata si concluderà con il ritorno in autostrada alle proprie bene amate dimore.

Stelvi Open

Tutto pronto per il prossimo 23 maggio quando aprirà il Passo dello Stelvio e noi saremo al taglio del nastro per essere tra i primi a conquistare il Re delle Alpi, un’esperienza che non puó mancare nel palmares di un motociclista che si rispetti.

Partenza ore 7.30 da Lecco e sosta a Tirano per il consueto caffettino davanti al Santuario per le 9; salita attraverso il Mortirolo da Mazzo e discesa verso Ponte di Legno da cui ci vestiremo pesante per affrontare il Gavia tra ciclopiche mura di neve e paesaggi spettacolari.

Rimettersi in moto

La giornata di ieri è stata davvero speciale: dopo mesi ad attendere la tanto sospirata zona gialla siamo finalmente riusciti a fare un giro dei Transalpisti Folli.

Alcuni non sono venuti, altri si sono aggiunti in un gruppo che ormai sta diventando davvero numeroso e variegato.

Siamo partiti in molti da Lecco alle 8 di mattina guardandoci attorno ancora increduli col timore che ci fermasse qualcuno, a Como abbiamo raggiunto un altra parte del gruppo ed assieme abbiamo attraversato le stradine del Comasco sino a giungere a Porto Ceresio.

Il lago di Lugano, sponda italiana, ci ha accolto placido e soleggiato accompagnandoci fino a Porto Valtravaglia dove abbiamo deviato per Luino.

Gli amici varesini ci hanno accompagnato sulla sponda lombarda del lago Maggiore da Luino ad Angera con una tappa al santuario di Santa Caterina del Sasso (ballero) che purtroppo abbiamo trovato ancora chiuso.

Pausa pranzo ad Angera di fronte a tutte le nostre moto in esposizione sotto gli occhi merlati della rocca medioevale.

Ripartenza alla volta dei Passi varesini e salita (avventurosa) sino in cima al Cuvignone e all’Alpe del Tedesco per poi rincasare per cena ognuno nelle proprie case.

Ci siamo rimessi in moto con un bel giro di 300km, ma non siamo più quelli di prima e forse non potremo più esserlo.

Tutto quello che è successo nei mesi scorsi ha reso inestimabile ogni momento; le sorprese che abbiamo incontrato assieme hanno reso questa giornata davvero unica.