Il ritorno dell’Unicorno

Sono passati 6 mesi da quando il primo Unicorno se n’è andato e mi è sempre rimasto nel cuore un senso di vuoto che era proprio il caso di colmare.

Ecco allora alla prima buona occasione un incredibile acquisto…un altro Unicorno !!!

È sempre un emozione accendere una leggenda come questa e dare il gas ad un qualcosa di unico e inastimabile di cui forse non si comprende fino in fondo il reale valore.

Torniamo in sella all’Unicorno…e iniziamo a volare fino a dove puó portarci l’immaginazione

M E G A T O U R 2 0 1 8

Anche quest’anno siamo riusciti a fare il Megatour 2018, non era mica scontato visto impegni di ogni genere specialmente legati al lavoro e agli affetti…ma ce l’abbiamo fatta !!!

Quest’anno si va a est… più ad est che si può e infatti di buon ora ci siamo preparati e siamo andati fino a Trieste in autostrada…un pó una shampata, ma all’andata o al ritorno l’autostrada ci tocca sempre farla. Trieste è un lembo di internazionalità lontano dall’Italia…ci si aspetta che sia finito tutto a Monfalcone e invece si va ancora avanti fino a questa città che non è Italia, non è Slovenia, non è Austria…ma è un po tutto assieme, shakerato in modo unico come solo noi italiani siam capaci di fare.

Decidiamo di andar a dormire un pó fuori e ci troviamo in un antico paesello tutto da descrivere, ma essendo un mio piccolo segreto, non saprete mai dov’è.

Il giorno dopo si parte in direzione di Cividale del Friuli, dove ci fermiamo per una mezza giornata alla scoperta di questo gioiello; visitiamo prima il ponte del Diavolo, poi il tempietto longobardo, la cattedrale ed i musei longobardo e della cristianità.

Tutto molto bello, ma è già ora di tornare in sella perché  ci aspettano molti km; si va in Slovenia e lungo il percorso passiamo per Caporetto e la cascata di Slap Boka (una delle più grandi che abbia mai visto), poi via sui pendii della Slovenia alla scoperta del parco del Triglav; inaspettate cime fanno da contorno a una danza slovena in luoghi completamente sconosciuti e disabitati.

Con il Passo Predil torniamo in Italia e facciamo sosta al carinissimo laghetto sotto il passo continuando a contemplare la bellezza dei luoghi, ma un occhio all’orologio ci consiglia di accendere Esmeralda per qualche (centinaio) di km ancora.

Discendiamo verso Tarvisio e andiamo verso Kraniska Gora girando verso un collinoso versante passo che porta verso il Passo Wurzen; sul lato sloveno è insignificante, ma sul lato austriaco è una vera bomba di pendenze ed è qualcosa che non avevo mai visto…deve essere per quello che ci hanno messo un carro armato in cima !!!

La giornata finisce con una planata sulle campagne austriache fino a Spittal Am Drau, rampa di lancio per le avventure del giorno dopo.

E finalmente arriva il giorno del Grossglockner: quanti pensieri, progetti, speranze e delusioni su questo mitico passo che è una pietra miliare immancabile nel palmares di un vero motociclista.

Sono nervoso come se dovessi sostenere un esame dove non so se sono preparato abbastanza, ma ormai si va, non c’è più tempo per ripassare.

Arrivati in valle a Wiltner si capisce che inizia lo spettacolo…siamo centinaia di moto che salgono pendenti tornanti, una processione pagana per lo conquista dell’ardito simbolo adesivo.

Alla stanga ti chiedono 26 Euro e sono un po perplesso sulla cifra, ne varrà davvero la pena ? Come prima cima decidiamo di andare all’Edelweiss Spitze…è una figata !!!! Strada bellissima, piazzole per le foto, neve, moto…non avevo mai fatto un passo così….indescrivibile. Mi rimangio le mie perplessità sul prezzo…son soldi ben spesi.

L’ultimo tratto è quasi da paura, ma vuoi non farlo dopo tutti questi km ?!

Riscendiamo e mi aspetto altrettanto dal Grossglockner, anzi di più visto tutta la fama che ha !!! E invece rimango un po’ deluso dalla salita e dal supermercato che c’è in alto; tutto organizzato, tutto perfetto, ma l’avventura dov’è ?

Vabbè, scendiamo a valle con un po’ di amaro in bocca dalla delusione, ma ci aspettano altri paesaggi e vette da scoprire…e allora vai !!!

Si scende a Lienz e poi a Sillian e si torna in Italia, dentro a San Candido e su fino al Lago di Misurina…ma che ne sanno sloveni e austriaci di Alpi…le superstar sono le Dolomiti !!!

Le viste dal Lago di Misurina mozzano il fiato e mi sento fortunato ad essere qui adesso a godermi questo spettacolo.

Facciamo il Passo Tre Croci e atterriamo a Cortina, è tempo di riposare un po’, il Megatour va gustato, non divorato.

E così arriva l’ultimo giorno, colazione volante e alle 8.30 si esce a giocare !!! Attacchiamo impazienti il Giau e ci fermiamo a fare uno foto shooting mentre è tutto nostro…sono estasiato da tanta bellezza e scatto foto senza freni come se non capissi neanche cosa sto facendo.

Arriviamo al Passo che non c’è ancora nessuno e devoto mi dirigo dal Maestro Capraio; ogni Megatour è dedicato al protettore del mototurismo da cui devo andare religiosamente a rendere omaggio.

Poi si risale in sella e il dilemma mi attanaglia: noiosa parata di passi secondari oppure virtuosismi lirici in un crepuscolo di estasi alpina ? Ovviamente la seconda e allora andiamo a fare il Fedaia con il suo mistico piano inclinato da Malga Ciapela a Capanna Bill per vedere la Marmolada da vicino quasi a poterla toccare.

Ma non è finita qui: un Passo Sella come piatto principale non lo ordiniamo ?

Ma che bellezza queste curve, davvero deve finire tutto ? Non si può rimanere a giocare anche un altro giorno ? Purtroppo no.

Il Megatour 2018 è finito scendendo dal Passo Sella (a dire il vero volevo andare anche al passo Gardena, ma ho desistito); ma nella mente di un mototurista la fine corrisponde solo all’inizio di un nuovo progetto che il tempo e le cartine sveleranno presto.

Ovviamente si passerà dal Maestro Capraio, ma quali saranno le nuove vette da conquistare ?

Megatour 2018: 1.378 Km

Passi conquistati: Sella, Fedaia, Tre Croci, Iselberg, Grossglockner, Hoctor, Wurzen, Predil.

Aperta la caccia ai passi alpini

Come da miglior tradizione mototuristica con l’inizio di giugno parte la caccia a chi colleziona più passi alpini e oggi ne abbiamo catturati ben 6 !!!

Il primo è stato l’Aprica, a dir la verità preda di poco conto ma che fa comunque numero quando si finisce in classifica dell’Alpenbusters; raggiunto già alle nove del mattino ci vedeva sfrecciare sotto l’arco mentre già pensavamo a ben altro.

Il secondo è stato il Gavia, vera bestiaccia alpina che non è facile vincere in queste condizioni di neve e temperature…alto, stretto, freddo…bellissimo !!! In cima il panorama ripaga della fatica e del buio delle gallerie e forse oggi è stato il migliore che abbiamo conquistato.

Dopo una breve sosta a Bormio si riparte al cospetto di sua maestà…lo Stelvio !

Conquistato dal lato valtellinese è sempre una sinfonia di tornanti e curve pennellate che fanno la gioia di chi ha il mototurismo nel cuore, in vetta una festa di ciclisti, moto, sciatori e chi più ne ha più ne metta per un luogo che assomiglia più ad un santuario che un passo alpino.

Ma ahime…il tempo cambia e iniziamo a ripiegare sull’Umbrail e mestamente sul Fuorn, conquistando altri 2 punti preziosi, ma senza l’entusiasmo della vera caccia, passarli così vale, ma non conta.

Il pomeriggio è stato funestato da diversi intervalli di acqua e sole che non hanno permesso di conquistare altre vette come sperato, ma siamo a giugno e la caccia è solo iniziata !!!

Chiude il Bernina che, dopo averlo fatto a febbraio, oggi sembrava solo un fantasma sbiadito di un impresa che fu.

 

 

Stelvio 2018

Una nuova spettacolare avventura dei Transalpisti Folli alla conquista del più alto passo italiano…il Passo dello Stelvio !!!

Sabato 2 giugno andremo a fare un giro sulle Alpi, tra i più alti e suggestivi passi che esistano…una vera festa di tornanti e paesaggi indimenticabili che non possono mancare nel curriculum di un vero motociclista !

Ecco a voi il programma…non puoi di certo mancare !!!

Ore 6.45 Ritrovo a Lecco – Zona Lungolago

Ore 7.00 Partenza da Lecco

Ore 8.15 Ritrovo presso ristorante “La Brace” Bar Restaurant La Brace
Strada Statale 38 dello Stelvio Km 22+300-23010 Forcola (SO)-Tel. +39-0342 660408
Fax +39-0342 661466

Ore 8.30 Passo Aprica

Ore 10.00 Passo Gavia

Ore 11.30/12.30  Sosta a Bormio

Ore 13.00 Passo dello Stelvio

Ore 13.30 Passo Umbrail

Ore 14.30 Passo Fuorn

Ore 15.00 Sosta a Livigno

Ore 15.30 Passo Forcola di Livigno

Ore 16.00 Passo Bernina

Ore 17.00 Passo Maloja

Ore 18.00 Sosta a Chiavenna

Ore 19.00 Arrivo a Lecco (420 km totali)

Giro del Lago 2018

Un’altra grande proposta per tutti gli amanti dei giri con il Transalp e per tutti coloro che sono alla ricerca di qualche posto nuovo …il Giro del Lago 2018 !!!

MERCOLEDI’ 25 APRILE 2018

Ritrovo ore 8.45 Lungolago di Lecco

Partenza ore 9.00

Prima parte del Giro: Lecco-Onno-Asso-Sormano-Pian del Tivano-Nesso-Lezzeno-Bellagio-Civenna-Ghisallo (per chi lo volesse visita al Museo del ciclismo).

Sosta pranzo: Ristorante Ghisallino ore 13

Seconda parte del Giro: Ghisallo-Barni-Madonna di Crezzo-Lasnigo-Lago del Segrino-Pusiano-Oggiono-Dolzago-Ello-Giovanzana-Calco-Brivio-Almenno San Salvatore- Roncola-Val Cava-Monte Marenzo-Carenno-Bocio-Calolziocorte-Lecco.

Presso il ristorante “Il Ghisallino” sarà possibile mangiare a pranzo con il seguente menù a prezzo fisso (20Euro/cad.):

Pizzoccheri della Valtellina

Stinco di maiale ai frutti di bosco/Brasato di manzo al Barbera

Dolce dello chef

Vino-Minerale-Caffè

Prenotazioni (email a: andrea.michela1975@gmail.com) per il giro entro sabato 21 aprile, gli altri mangiano al sacco.

Un’ impresa da brividi

Nel panorama motociclistico in questi ultimi tempi è un fiorire di “Treffen” un’ pó da tutte le parti; al fianco dell’originale Elefantreffen nella mitica buca di Solla, sono stati creati diversi eventi per vivere la moto anche d’inverno tra neve e ghiaccio, accrescendo la voglia di vivere le due ruote anche con temperature rigide e asfalto innevato.

Ma il gruppo dei Transalpisti Folli è voluto andare oltre, andando a conquistare il Passo alpino più alto aperto d’inverno…il Passo Bernina…2330 mt. di neve, freddo e adrenalina.

È stato così creato un evento – il Berninatreffen – in cui si avrebbe avuto la possibilità di affrontare severi paesaggi invernali e tornanti glaciali sempre più in alto, lassù dove le moto vanno solo d’estate.

Si sono presentati all’appello in sei, ognuno con l’entusiasmo della grande avventura, ognuno con la voglia di provare a guidare in condizioni estreme e molto particolari.

L’avvicinamento è stato progressivo per non congelarsi subito nelle prime ore della mattinata e un bel cappuccio a Chiavenna ha riportato un’ pó di calore nei corpi dei valorosi.

L’avventura vera e propria è iniziata subito dopo la dogana, quando i sei motociclisti sono entrati nel mondo congelato della Val Bregaglia: prati e cascate hanno lasciato il posto a cumuli di neve e pareti di ghiaccio ciclopiche, tutto nel giro di pochi chilometri.

Ben presto ci siamo trovati ad affrontare il primo ostacolo – il Passo Maloja – un toboga alpino reso ancor più insidioso da lingue ghiacciate che tagliavano per traverso i tornanti; fortunatamente la strada era abbastanza pulita per non aver nessuna difficoltà ad arrivare in cima.

A 2.000 mt. l’aria era molto fredda e il paesaggio rifletteva la tipica atmosfera da settimana bianca; ci guardavano tutti un po increduli salutando con sorrisi e gesti di approvazione del nostro coraggio.

Poco più avanti, tra il lusso di Sainkt Moritz, abbiamo assaporato la sensazione di essere parte del jet-set e, a nostro modo, un’attrazione pittoresca di questo fantastico paesaggio.

Mancava l’ultima parte del viaggio, quella più difficile e avventurosa, la salita al Bernina.

La strada, sul lato svizzero, si è dimostrata pulita e gradevole fino a pochi km dal Passo, quando in pochi chilometri è diventata una insidiosa lastra di ghiaccio/misto neve.

Ma laddove la difficoltà aumenta, l’impresa acquista valore e tutti e sei hanno raggiunto (in un modo o nell’altro) il cartello del Passo con gran soddisfazione e un po di incredulità riguardo il valore di ció che era stato compiuto.

Mancava solo una cosa a questo punto…un bel piatto di pizzoccheri per festeggiare l’impresa !!!

Solo in quel momento, guardandoci negli occhi, abbiamo compreso di esser veramente….dei Transalpisti Folli !!!

Un Transalpista Folle all’Elefantreffen 2018

L’Elefantentreffen o più volgarmente chiamato dagli italiani Raduno degli Elefanti, quest’anno è giunto alla sua 62° edizione e alla 30° nella Bayerischer Wald, durante il primo weekend di febbraio, posticipandolo rispetto ai fatidici 3 giorni della merla in cui si è sempre svolto. Anche se alla fine si riduce tutto ad una manciata di giorni, la preparazione mentale e del mezzo inizia mesi prima.

 Insieme a due amici, Stefano e Daniele, conosciuti alla tendata invernale di Motociclismo, abbiamo deciso di imbarcarci in questa avventura. Dopo le vacanze estive si entra nel vivo, prenotando la camera a Monaco per la prima notte e mettendo cosi delle realtà alle parole che svolazzano per aria. Può sembrare strano ma l’Elefante è una cosa su cui bisogna riflettere e prepararsi per ogni condizione che si trova lungo la strada, ed il bello è proprio questo, seno lo farebbero tutti.

Prenotata la camera, si pensa al mezzo, cena a inizio dicembre per mettere insieme un po’ di idee, e quell’evento che a settembre sembrava cosi lontano, si avvicina sempre di più. E qua si inizia a controllare le varie webcam per capire cosa ci attenderà.

Il mezzo richiede, giustamente, un minimo di preparazione; tralasciando la parte meccanica che comunque un occhio merita, si passa alla parte della trazione su neve e alla protezione dall’aria del pilota. Per il primo punto l’anno scorso avevo provveduto ad acquistare delle vecchie catene König da auto da adattare alle ruote del mio Transalp, ma dopo varie prove ho capito che erano molto scomode nella fase di montaggio e prendevano dentro nel parafango, quindi dopo essermi fatto un po’ di cultura su come costruire delle catene su YouTube ho provveduto a fabbricarle; nel frattempo ho girato numerosi centri di bricolage alla ricerca dei pezzi giusti, incontrando anche un paio di motociclisti nella mia stessa situazione. Per il secondo punto, invece ho progettato e realizzato da un pezzo di lamiera sottile e due piastre di acciaio spesso dei parapiedi estesi fino al ginocchio, in modo da proteggermi dal freddo e dagli agenti atmosferici; infine per le mani avevo in giro un paio di moffole regalatemi dal mio meccanico di fiducia. Il tutto ha occupato svariate sere fino a notte fonda di dicembre e gennaio, però devo dire che né è valsa la pena perché il lavoro è venuto bene.

E cosi siamo a fine gennaio, quello che sembrava un evento così lontano è arrivato molto in fretta e non potrei esserne più contento. La partenza è fissata a giovedì mattina alle 7:45 a Olgiate Molgora. Purtroppo per problemi lavorativi Daniele non è potuto essere dei nostri, ma al suo posto è venuto Carlo, un simpatico carrozziere di Cesano Maderno. Preparati i bagagli la sera prima e tutti gli indumenti, la partenza è imminente. Sveglia alle 6:30, guardo fuori dalla finestra del bagno e il tempo non è certo dei migliori, poiché piove e anche bene. Ho capito che si parte con la tuta antipioggia. Passato il traffico della superstrada, entro nella Como- Bergamo, mi fermo a bere il caffè dopo e alle 7:45 spaccate sono al cimitero dove trovo i miei amici pronti e con i due GS carichi come se dovessero fare un viaggio in Mongolia.

Si parte per davvero, sotto una bella pioggia, ma fa niente, l’elefante è un’avventura fin dai primi chilometri.

Dopo una breve tregua da parte della pioggia nel tratto Bergamo-Brescia, riprende più forte di prima. Prima sosta in un’area dopo Trento per rifornimento e caffè, e poi via verso il Brennero, qui si iniziano a vedere i primi motociclisti intenti a compiere il nostro stesso itinerario.

Il tempo non accenna a migliorare, anzi peggiora sempre di più fino a tramutarsi in neve al Passo del Brennero. Qui sosta nel nuovo ed enorme area di sosta/museo per riacquistare la temperatura normale del corpo umano e prendere le vignette per l’autostrada austriaca, con €5,20 per le moto si circola sulle autostrade per dieci giorni, una figata! Foto di rito sotto la scritta A22 con tanto di neve e si riparte.

Passato il Brennero di arriva all’Europa Bridge, questo si paga a parte dato che è considerato come tratta speciale e costa €9,50 non poco però rapportato alla strada tenuta molto bene e con alti costi di gestione.

La pioggia ci accompagna sempre, fedele come le nostre moto, per fortuna le tute impermeabili tengono, insieme alle moffole e i parapiedi, che svolgono il loro lavoro in modo impeccabile. L’ultima sosta è 150km prima di Monaco, in un autogrill dove troviamo un bel gruppo di motociclisti per poi scoprire che sono i ragazzi del gruppo ELEFANTENTREFFEN.COM con cui condivideremo l’albergo, la cena e anche i due giorni seguenti. Noi arriviamo e loro ripartono. In questa sosta ci concediamo anche un breve spuntino visto che l’ora di pranzo è passata da un po’. Pronti via, si riparte. Abbiamo avuto qualche notizia da alcuni motociclisti arrivati che sulla strada per Monaco sono in corsa forti nevicate, quindi ci mettiamo in viaggio un po’ preoccupati; per fortuna a parte un breve tratto con nevicate intense ma senza che attecchisca all’asfalto, arriviamo a München in un paio d’ore, sempre sotto una pioggia battente. L’albergo prenotato da Stefano è subito fuori dalla tangenziale tedesca e si chiama Hotel Leonardo. Qui ritroviamo alcuni centauri incontrati nell’area di sosta e anche qualcuno in più. Fatto il Check-in portiamo le moto nel parcheggio sotterraneo e scaricati i bagagli possiamo finalmente riposarci in camera. Dopotutto in meno di 8 ore abbiamo fatto 600km sotto la pioggia battente e qualche nevicata, non male direi.

Dopo qualche ora di riposo e una bella doccia calda rigenerante, lo stomaco inizia a gorgogliare, anche a causa del misero panino del pranzo. L’appuntamento è alle 20 alla HB di Monaco, una delle due più antiche birrerie della città bavarese, dove il Führer stesso amava bersi un bel boccale di birra. Ma non siamo soli, insieme a noi ci sono tutti i matti del gruppo elefantentreffen.com, circa una trentina di persone. Raggiungiamo la birreria con la metropolitana, molto pulita ed efficiente, e ci concediamo un breve giro in Marienplatz. Monaco è una tipica città bavarese, molto curata e pulita, dove gli edifici storici ma tutti restaurati si fondono con quelli di nuova concezione, si qui si respira quell’atmosfera tipica tedesca, fatta di persone a passeggio, tra vicoli e vicoletti, e pub dove si può bere un’ottima birra in compagnia. La serata procede tranquilla, tra un boccale e uno stinco ed i balli tipici bavaresi dal palco; inoltre nella tavolata opposta alla nostra vi è un folto gruppo di cinesi che a fine serata coinvolgeremo nei nostri brindisi. Il gruppo inizia ad affiatarsi, il tutto agevolato dalla preziosa ed ottima bevanda ambrata.

Finalmente il grande giorno è arrivato, la destinazione sul navigatore di Stefano è inserita, Solla Arriviamo! Dopo un abbondante colazione, ci troviamo lungo la strada fuori dall’hotel con gli altri del gruppo, anche se dopo aver aspettato per una buona mezz’ora che tutti arrivassero decidiamo di proseguire per conto nostro, tanto una volta là ci ricongiungeremo tutti. Sosta benzina e siamo sull’Autobahn tedesca, e grazie all’assenza di limiti di velocità teniamo un’ottima media. Per fortuna oggi il tempo è clemente, e anche se non c’è un sole splendente almeno non piove. Usciti dall’autostrada, iniziamo i 20 km di statale che ci porteranno a destinazione. Il paesaggio, passate qualche casa dei vari paesini, è abbastanza desolato, composto da colline, con boschi e campi, coperti da neve. Sosta foto e poco dopo troviamo la transenna che limita l’accesso alla strada facendo passare solamente le moto.

Questo è il segnale che siamo arrivati, i campi lasciano il posto alla foresta, la famosa Bayerischer Wald, e le moto fanno capolino, parcheggiate a lisca di pesce sulla destra. Andiamo avanti nella speranza di trovare un buco, per essere il più vicino possibile all’ingresso, e quando passiamo il cartello con l’intestazione del raduno, sotto il casco ed i baffi si fa largo un grande sorriso, dopo averlo tanto sognato, sono veramente arrivato al famoso ed unico Elefantentreffen. Troviamo posto poco più avanti e iniziamo a scaricare le cose necessarie al montaggio della tenda. Pagato il salato biglietto di ben 25 euro, per avere in cambio un adesivo ed un sacco per la pattumiera entriamo in quello che a primo impatto sembra un campo di combattimento della Seconda Guerra Mondiale, purtroppo a cause delle temperature alte la neve è poco presente e quindi regna il fango, i crucchi sfrecciano tra la folla con i sidecar, equipaggiati di ogni cosa, ed ognuno con una moto diversa.

Dopo aver girato una buona mezz’ora troviamo il campo dei nostri amici. Appoggiate le nostre cose, procediamo all’acquisto della paglia da usare come isolante. Diciamo che il campo non è dei migliori visto che si trova su un pendio, cosa che si rivolterà contro sia durante la notte che durante la cena. Durante il montaggio arrivano anche gli ultimi e finito tutti l’attività di campeggiatori ci dedichiamo al fuoco ed al mangiare. Gli italiani sono inconfondibili ovunque e noi non siamo da meno. Ogni sottogruppo del grande gruppo che è l’elefantentreffen.com arriva da una parte diversa dell’Italia, chi dall’Abruzzo come Mr. Diavel, chi dalla Campania come Gennaro, chi dalla Sicilia, dalla Basilicata, dalla Puglia, dal Piemonte, dalla Calabria, dalla Toscana, ecc. possiamo dire che tranne per la Valle D’Aosta e la Liguria è tutta ben rappresentata. La cosa si vede subito perché ognuno tira fuori prodotti tipici della sua regione, dai salumi ai formaggi, dalla pasta al tanto apprezzato vino. Di sicuro morire di fame è impossibile, infatti dopo neanche un’ora siamo già tutti pieni. Il pomeriggio è dedicato all’esplorazione della famosa “buca”, cosi viene chiamata questa ex cava di argilla che da trent’anni ospita il raduno. Ogni accampamento è diverso e le persone si radunano vicino ad un fuoco o alle moto per scambiare qualche parola e bere in compagnia. Anche noi facciamo amicizia con un gruppo di tedeschi che ci offrono subito qualche bicchiere di grappa e Jagermeister. Ci salutiamo e procediamo verso la

parte più profonda dove sono presenti un paio di rimorchi adibiti a paninoteche e un paio di bancarelle che vendono gli indumenti con il logo ufficiale dell’elefante.

Dopo una sfida con i tedeschi, nel taglio di un tronco con una sega nel minor tempo possibile, tra l’altro sabotata da loro stessi, la sera inizia a calare, e noi iniziamo a tornare verso il campo base. Il tramonto regala sul paesaggio fatto di tende e fuochi una vista unica.

Una volta che ci siamo riuniti intorno al fuoco iniziamo i preparativi per la cena, a tutti sembra tardi ma in realtà sono da poco passate le sei. Per la cena il menù prevede un po’ di tutto, dagli affettati e formaggi avanzati a pranzo, all’ottima pasta alle patate fatta dal presidente Riccardix, oltre a numerose salamelle e naturalmente fiumi di vino, ma non il Tavernello, ma le eccellenze di ogni regione, come il Nero D’Avola arrivato direttamente da terra sicula. Ma il pezzo forte della serata è il Caciocavallo portato dai CacioCavalieri Lucani, e appeso su un tre piede sul fuoco, si raschia la base man mano che si scioglie e si spalma sul pane, un sapore davvero unico, che in un’ambiente così, regala sensazioni ancora più forti. E per non farsi mancare niente c’è anche il dolce, dei dolcetti di pasta di mandorle dalla Sicilia e dei biscotti da mangiare insieme alla Vecchia Romagna dal Cuneo. Ed infine da buoni italiani non può mancare il caffè direttamente dalla Moka. La serata procede tra risate e qualche canzone abbozzata, intorno ad un caldo fuoco. Chi prima chi dopo ci ritiriamo nella nostra confortevole tenda.

Durante la notte la temperatura scende a 4 gradi sottozero ma il sacco a pelo svolge egregiamente il suo lavoro, tanto che ho dormito di più in tenda che non in albergo, unico inconveniente è la pendenza, che causa lo scivolamento in basso, ma basta spingersi in su ogni tanto ed il problema è risolto. Alle 7 si iniziano a sentire i primi smontaggi e dopo una mezz’ora esco dalla tenda. Carlo alzatosi di buon’ora aveva già smontato tutto ed era andato a caricare i bagagli sulla moto. Io invece mi dirigo verso il fuoco dove il formaggio e il salame lasciano posto a biscotti e brioche per la colazione, insieme a latte col Nesquik e caffè.

Non appena Stefano finisce di far colazione iniziamo anche noi la noiosa operazione dello smontaggio e del caricamento della moto. Però al posto che rifarci tutta la strada con i bagagli in mano prendiamo le moto e le portiamo sopra l’accampamento dove, attraverso un divaricamento della recinzione facciamo passare i bagagli. Ma prima di portare lì le moto, passiamo dall’entrata per acquistare la toppa del raduno e fare la foto sotto il grande cartellone del 62° Elefantentreffen.

Caricata la moto, salutati gli amici purtroppo si riparte. Sono le 10:30 e in base al tempo che troviamo decideremo se fermarci in giro per la notte o sparare a casa. Lasciata Solla entriamo in autostrada direzione Monaco, ma senza passarci perché Stefano individua una strada che taglia prima passando per la statale e risparmiandoci un po’ di km. Purtroppo il traffico, una volta rientrati in autostrada è molto intenso, inoltre ritorna la pioggia, ormai compagna di viaggio. Poco prima del confine austriaco ci concediamo una sosta panino in autogrill, anche perché sono le tre del pomeriggio e lo stomaco ha iniziato a farsi sentire da un po’. Verso la fine del panino, osservando l’esterno dalla vetrata rimaniamo con occhi sbarrati, il motivo è una bella nevicata con fiocchi grandi un paio di centimetri che oltretutto attecchiscono all’asfalto. Un po’ preoccupati ci affrettiamo a ripartire. Per fortuna dopo pochi chilometri si trasforma in acqua, e il traffico ormai è un ricordo. In breve tempo raggiungiamo il Ponte d’Europa, dove le nuvole lasciano il posto ad un cielo azzurro ed un paesaggio imbiancato veramente fantastico. Ultima sosta per il rifornimento a prezzi bassi e si raggiunge il Brennero. La strada scorre veloce, l’ultima sosta la effettuiamo a Verona, cosi con un pieno arrivo a casa senza problemi. Purtroppo siamo alla fine di questa meravigliosa avventura, alle 20:30 apro il portone del garage e inizio a scaricare i bagagli. Anche oggi la nostra sfacchinata l’abbiamo fatta, 750 km con acqua, neve e anche un po’ di sole. Durante il tragitto ripensi a tutti momenti di questa esperienza ed un pensiero va al prossimo anno, perché si, se gli amici vorranno l’anno prossimo si torna all’Elefante e questa volta dovrà venire anche Daniele, visto che lo sognava da tempo, ma quest’anno il lavoro gli ha tirato un tiro mancino. Quando fai il tuo primo Elefantentreffen come nel nostro caso, sono due le opzioni: o torni a casa con un pessimo ricordo che ti fa ripudiare qualunque nome che contiene elefante e/o treffen oppure come nel nostro caso, rimani rapito da questo ambiente unico, che ogni anno ti riporta nella “buca” per condividere insieme a persone provenienti da ogni dove, esperienze e momenti intorno ad un fuoco.

 

Foto originali nel Pdf elefantentreffen 2018

BERNINATREFFEN

L’11 febbraio è il momento di andare in alto a cercare montagne di neve !!!

Dopo i vari treffen in giro per l’Europa, anche noi andremo a fare un bel giro in posti incantevoli pieni di neve fino all’incredibile altezza di 2330 mt del Passo del Bernina !!!

Copriti bene e spalanca il cuore ad un avventura fantastica !!!

PROGRAMMA:

Ore 7.45 Ritrovo a Lecco

Ore 8.00 Partenza da Lungolago di Lecco

Ore 9.30 Arrivo a Chiavenna, sosta caffè e riscaldamento

Ore 10.30 Arrivo al Passo Maloja

Ore 11.00 Sosta a Sainkt Moritz

Ore 12.00 Arrivo al Passo Bernina

Ore 13.00 Arrivo a Tirano, sosta pranzo

Ore 15.00 Partenza da Tirano per ritorno

Ore 17.00 Previsto arrivo a Lecco

Snow hunters

L’inverno sta arrivando….e il Transalpista Folle non vede l’ora di metter le ruote sulla neve !!!! Bianco manto da violare e cieli di blu cobalto da ammirare, come si potrebbe rimanere a casa a sognare ?


E allora si parte di buon ora per salire il più in alto possibile per vedere quanta ne sia caduta e poter giocare come bambini a buttarsi nella neve.


Oggi si va al San Marco, 2000 mt circa dove negli scorsi giorni sono caduti circa 40 cm di neve fresca, più che sufficienti per stupende foto e per chiudere il Passo che abbiamo provato comunque a raggiungere superando slavine e una spessa coltre di manto nevoso.


Il divertimento e le risate non sono mancate grazie a Gianni e JD e soprattutto all’incredibile Sergio che appena ha potuto si è tuffato con la sua moto per saggiare la consistenza della neve.


Aspettiamo altre nevicate, il divertimento è solo all’inizio !!!