
Quest’anno sono riuscito finalmente a realizzare un sogno di cui si è parlato in famiglia per tanto tempo, ovvero fare il MEGATOUR. Tante volte impegni, scrupoli, spese e brutto tempo hanno condizionato e impedito la partenza, ma questa volta (grazie alla tenacia di mia moglie) finalmente si va !!!
L’idea del Megatour è fondamentalmente una: andare via 4 giorni cercando di fare quello che ti piace e scoprendo il maggior numero di passi e posti incantevoli: senza fretta, senza meta, senza ansie e preoccupazioni, se non quella di mettere abbastanza benzina nel serbatoio per non rimanere a piedi.
E allora si parte da Lecco di buon ora con la moto bella carica (come piace al Tremolada) e si raggiunge il Passo Spluga, la cosiddetta “porta del Nord”. Il lato italiano mi piace poco, mentre quello svizzero mi esalta di brutto e le serpentine di curve sono solo l’inizio di una infinita sequela di pieghe a destra e sinistra che non finirà tanto facilmente.


Raggiunta la Svizzera, si decide che la seconda tappa sarà il Passo Albula, lato svizzero, passo tra i meno frequentati, ma carico di fascino e soprattutto custode di uno dei più bei laghetti alpini poco prima del passo, luogo in cui ci fermiamo per un picnic rilassante.


Dopo aver sognato durante la pennica, è ora di realizzare un po i sogni appena conclusi e allora andiamo a scoprire la foresta della Val Mustair e il mitico Passo Fuorn/OfenPass/Passo del Forno. Siamo dietro Livigno, ma sembra di essere in Canada e mi godo questa foresta incontaminata pensando a come potrebbe essere un viaggio nel paese della foglia d’acero; incontriamo Supercar e fuoriserie d’ogni genere, segno che non sono il solo ad amare queste curve.


Si atterra poco dopo a Glorenza, dove finisce la prima giornata, un po di riposo ci vuole per quello che ci aspetta.
Il secondo giorno si riparte per il Passo Resia, famoso per il campanile nell’acqua; la salita è molto facile sul lato italiano mentre è molto lunga sul lato austriaco e ci impegna non poco prima di arrivare all’altra tappa di oggi…lo sconosciuto Passo Kuhtaisattel.


L’adrenalina scorre a fiumi mentre mi inerpico sui tornanti di questo ignoto passo e come un felino che sente la preda, mi avvento con crescente euforia sulle pendenze austriache fino ad arrivare al passo che merita sicuramente una visita.
Ma il piatto forte di oggi sia chiama Passo Rombo ed è una vera superstar alpina come pochi ho visto in verità nei miei continui viaggi alpini; qui tutto è spettacolo e celebrazione e ti senti quasi come uno spettatore al cinema e ovviamente…sei il protagonista !!!


Arrivato in cima e fatte le consuete foto di rito, si scende velocemente in Italia dove i compiti non sono ancora finiti per oggi, ci manca infatti ancora il Passo Giovo, nel Sud-Tirolo dove chi parla italiano è sempre accolto a braccia aperte come il più fraterno e amato dei fratelli (provare per credere).
Nanna a Vipiteno e si riparte non prima di aver dato un’occhiata al Passo Pennes, vera e propria chicca alpina, un po dimessa, ma che a mio giudizio merita tutto il rispetto e l’attenzione dei passi alpini più importanti.


E’ arrivato il momento di andare al Dolomiti-Park ovvero il più grande parco di divertimenti per motociclisti: abbiamo i biglietti per le giostre più belle e soprattutto è lunedì quindi le curve ed i tornanti sono tutti nostri !!!
E allora senza code all’entrata facciamo Sella, Pordoi, Falzarego, Giau, Forcelle Aurine, Cereda, Rolle, Costalunga in un interminabile turbinio di emozioni e sguardi rapiti dalla bellezza fiabesca dei luoghi.








Per uno come me che fa foto ad emozione, essere qui è come per un bambino in un negozio di giocattoli e sono talmente emozionato che ho solo paura che finisca lo spazio sul telefono per le foto.
Le Dolomiti-Park sono da fare…non c’è altro da aggiungere.
Ma ahimè il Megatour sta finendo e si apre il solito dilemma: ritorno pallosissimo in autostrada e shampata tritamaroni di 4 ore rimpiangendo i precedenti giorni oppure gran finale con mitici passi alpini nel crepuscolo degli dei tra trombe gloriose e ninfe festanti al passaggio dell’eroe alpino conquistatore ?
Non ho potuto resistere al canto olimpico e allora si va di nuovo a Nord e affrontiamo Stelvio, Forcola, Eire, Forcola, Bernina e Maloja…tanto abbiamo una giornata finale da sfruttare !
Fare lo Stelvio dal lato della Val Venosta mi mette un po di apprensione: è come fare un esame importante di cui non sai se hai mai studiato abbastanza…ho fatto centinaia di passi alpini un po di tutti i generi, ma lo Stelvio richiede umiltà, rispetto, concentrazione e massima attenzione ai dettagli. Resto in silenzio per tutti i 48 tornanti del passo, senza distrarmi dall’austerità e grandiosità del panorama…ne sbaglio tre e ad ogni errore mi ritrovo come un giovane scolaretto che scopre di non essersi preparato a dovere. Arrivo in cima esausto e bisognoso di riscaldarmi, devo mangiare e guardare quella scalinata ardita con autentica devozione.


La zuppa di gulash mi rincuora come si deve e siamo pronti a ripartire, la strada adesso è tutta in discesa, non solo fisicamente e tutto il resto è solo conseguenza di ciò che abbiamo fatto precedentemente.
Livigno e i suoi benzinai ci accolgono in una giornata deserta, la Forcola viene bevuta in un sorso, Bernina e svizzera scorrono sotto le nostre ruote in un flusso inesorabile di titoli di coda.

Ultimo sguardo al Maloja e alle sue incredibile e voluttuose curve, ma adesso iniziano i ricordi e si cerca di mettere un po di ordine tra tutto quello che ha significato per noi questo MEGATOUR.

TOT 1260 Km
Passi conquistati:
Spluga, Albula, Fuorn, Resia, Kuthai, Rombo, Giovo, Pennes, Sella, Pordoi, Falzarego, Giau, Forcelle Aurine, Cereda, Rolle, Stelvio, Forcola, Eira, Forcola, Bernina, Maloja